A proposito di Erranze nel divenire di Stefania Negro

di Serafino Scalera

Erranze nel divenire è un saggio di Stefania Negro, autrice leccese, pubblicato da Anterem. Il saggio si muove tra filosofia e poesia, tra riflessione e intuizione. Negro è un’autrice poliedrica: poetessa, critica letteraria, saggista, romanziera e sceneggiatrice. Ha pubblicato su riviste prestigiose come ‘L’immaginazione’ e ‘Poeti e Poesie’, e la sua formazione unisce con rigore e sensibilità gli studi umanistici e cinematografici. Laureata in Lettere Moderne nel 1990 e in Filosofia nel 1998, ha conseguito nel 1999 un Master europeo in sceneggiatura (Writing for the Screen). In collaborazione con Corrado Franco ha realizzato il cortometraggio ‘Io e mia figlia’, presentato sul sito di Cinecittà per l’Internet Film Festival.

In Erranze nel divenire, il titolo stesso suggerisce un cammino non lineare, un agire consapevole nel flusso dell’essere, dove il divenire non è solo cambiamento, ma anche smarrimento, apertura, possibilità. La scrittura di Negro diventa esperienza: intensa, a tratti ellittica, sempre ricca di stratificazioni. La parola non è solo mezzo, ma materia viva; ogni frase vibra, ogni concetto respira. Si avverte l’influenza di autori come Edmond Jabès, Andrea Zanzotto ed Edoardo Cacciatore, con cui Negro ha intrattenuto un dialogo creativo. La filosofia, in queste pagine, non è teoria astratta, ma gesto esistenziale: attraversamento del tempo, della parola, dell’identità. Per Negro, il divenire è condizione profonda dell’essere. Il soggetto è sempre in movimento, mai definitivo. Non c’è stabilità, ma tensione, apertura, metamorfosi. La parola poetica diventa luogo di resistenza e rivelazione: non descrive il mondo, lo reinventa. “Non c’è verità stabile, ma solo tracce, frammenti, intuizioni.” La scrittura si fa atto di conoscenza e di smarrimento: un’erranza che non cerca mete, ma intensità.

Erranze nel divenire si colloca in una filosofia che dialoga con la letteratura, la mistica e l’arte. È un testo che parla a chi cerca una riflessione profonda sull’identità, sul linguaggio, sul tempo. Non offre risposte, ma apre domande. È un libro da leggere lentamente, come si contempla un paesaggio interiore. Stefania Negro ci consegna un’opera che è insieme saggio e poema, pensiero e visione. Un invito a pensare poeticamente, a vivere filosoficamente, a errare con grazia nel mistero dell’essere. Un testo che non si esaurisce nella lettura, ma continua a risuonare nel lettore come un’eco profonda.