Il fascino senza tempo della città rossa

Marrakech è la più incantevole delle città imperiali. Situata nell’entroterra del Paese, a circa 150 chilometri dalla costa atlantica, gode di un clima molto caldo in estate con inverni miti e poco piovosi. La città, trovandosi vicina al deserto, è caratterizzata da un’escursione termica piuttosto marcata.
Vi catturerà immediatamente per l’atmosfera in cui è avvolta: un mix di profumi speziati, colori caldi e ricchezza architettonica che non vi lascerà indifferenti.
Il nome Marrakech in berbero significa “terra di Dio”, evoca una combinazione di storia, cultura e spiritualità. Fondata tra il 1062 ed il 1070 d.C. dalla dinastia Almoravide, capeggiata dal sovrano Yusuf ibn Tashfin, divenne un importante centro militare, politico e commerciale. Diverse le dinastie che si sono succedute e che hanno visto Marrakech capitale, diverse le opere di rilievo compiute che riflettono le varie
epoche storiche, tra le principali: la Moschea di Ben Youssef; la Moschea di Koutoubia; i Giardini di Agdal; il Palazzo El Badi e così via.
L’utilizzo della sabbia rossa nell’architettura e nelle maestose mura che circondano la Medina, le hanno conferito il nome di “città rossa”, un segno distintivo che racchiude l’essenza culturale della bellissima
città imperiale.
La Medina è l’anima di Marrakech, qui si concentra la vera essenza marocchina: il passato ed il presente convivono in armonia. Un labirinto di stradine, souk, riad, palazzi e moschee che vi susciterà meraviglia e stupore. Sembrerà di essere in un’altra epoca: una “piacevole” confusione che non disorienta ma incanta. Assisterete a scene di vita quotidiana: artigiani che incidono il legno e il metallo; mani che lavorano i tessuti; carretti trainati da asini carichi di frutta, stoffe colorate e spezie.
Profumo di incenso nell’aria, di curcuma, di zenzero e di pane appena sfornato.
Un’esperienza multisensoriale unica.
Da piazza Jemaa el-Fna potrete iniziare la visita della Medina. Patrimonio orale e intangibile dell’Unesco dal 2001, la piazza è il cuore pulsante di Marrakech animata a qualsiasi ora del giorno e della notte.
Un tempo luogo di esecuzioni pubbliche, oggi sede di un grande mercato all’aperto.
Se vorrete assistere a spettacoli popolari, esibizioni di acrobati ed incontrare incantatori di serpenti, siete nel posto giusto. All’ora del tramonto, quando la piazza si colora di toni caldi, potrete recarvi su una delle terrazze e godervi la tranquillità dall’alto.
Di sera gli street food vi offriranno la possibilità di assaggiare le specialità locali a prezzi convenienti. Il colore delle lanterne mescolato al suono dei tamburi, dei flauti e alle risate dei venditori, vi offriranno quella magia che avvolge i sensi.
A duecento metri circa sorge la Moschea di Koutoubia, la più grande della città. Il suo minareto, alto 69 metri, è visibile da diversi punti e spesso usato come riferimento mentre si passeggia nella Medina.
Della Moschea potrete ammirare i giardini e gli esterni; l’ingresso è accessibile solo ai musulmani.
Il minareto, appartenente alla dinastia almohade, ha ispirato la costruzione della Giralda di Siviglia e la Torre Hassan di Rabat.
Il Palazzo El Bahia, in stile moresco-islamico, è tra le opere architettoniche più belle ed importanti della città. La sua costruzione risale alla fine del 1800, su commissione di Si Moussa, gran visir del sultano Hassan I, poi ampliato e terminato dal figlio.
Realizzato per rappresentare la grandiosità del visir, si estende su una superficie di otto ettari ed è costituito da diverse stanze, esattamente centocinquanta, decorate con materiali pregiati. Potrete ammirare i bellissimi e lussureggianti giardini, le scuderie e l’hammam.
Nel cuore della Medina sorge la Moschea di Ben Youssef, gioiello architettonico dallo stile sobrio e dalle decorazioni raffinate. Vicino troverete la Madrasa di Ben Youssef, residenza universitaria e scuola coranica che ha riaperto al pubblico nel 2022 dopo un lungo periodo di restauro. Oggi attrae moltissimi visitatori.
Per una pausa dal caos della città, potrete scegliere il bellissimo Giardino Majorelle; un’oasi di pace che ospita un’ampia specie di piante esotiche. Ideato dal pittore francese Jacques Majorelle nel 1931, è stato abbandonato per diversi anni. Yves Saint Laurent lo scoprì nel 1966 ed intraprese un importante lavoro di restauro.
Potrete visitare il museo dedicatogli. Il colore blu cobalto è dominante, una tonalità intensa che contrasta
con la vegetazione e che catturerà il vostro sguardo; quella tonalità che gli conferisce un’identità unica.
Un’altra tappa imprescindibile è Palazzo El Badi, il cui nome significa “l’Incomparabile”, caratterizzato da un mix di stili architettonici e prestigiosi materiali. Sono serviti ben venticinque anni per costruirlo; lo scopo era celebrare la grandezza del sultano appartenente alla dinastia saadiana. Purtroppo nel XVII secolo venne spogliato dei suoi arredi dal sultano della dinastia alawide, che li utilizzò per adornare i propri palazzi a Meknes. Oggi è possibile ammirare il cortile con la piscina centrale, i suoi sotterranei, le tracce delle decorazioni originali, la bellezza ed il design che ancora lo contraddistinguono.
Sarà particolarmente suggestivo visitarlo all’ora del tramonto, quando i colori caldi del sole creano dei riflessi dorati sulle mura.
Non lontano dal Palazzo troverete le Tombe Saadiane, ovvero delle camere funerarie che ospitano i resti dei membri della dinastia Saadiana. La sala delle dodici colonne è l’attrazione principale e la più visitata. Rimarrete colpiti dalle decorazioni floreali e geometriche; dalle colonne in marmo di Carrara e dal soffitto in legno di cedro finemente lavorato.
È suggerito recarsi qui di prima mattina per non trovare confusione. Marrakech è uno scrigno di colori, profumi, di arte e tradizioni. È caos ma al tempo stesso quiete. La sua doppia anima vi affascinerà, vi emozionerà, vi conquisterà.


4 COMMENTI

  1. La descrizione che ne fa la Porro di Marrakesc è superlativa all’occhio di un distratto visitatore.
    Sembra proprio controproducente la particolarità esemplare di cui dispone la Porro che da una parte invoglia a fare turismo a chi n’è a digiuno e, d’altra parte sembra che li sazi con dei particolari, appetitosi ingredienti, e li soddisfi, così pienamente, dal farli d’esistere affrontare il disagio di un, se pur corto, viaggio. L’articolo è di una piacevolezza accattivante tanto da considerarlo una inebriante spezia da aggiungerla alle tante, messe in fotografia.

  2. Sicuramente uno dei miei programmi preferiti è stato Overland, quindi questo articolo ” Marrakech ” , ha riaffiorato le mie memorie, in cui il narratore del programma televisivo, descriveva ed anticipava le prossime spedizioni. Questa lettura è stata per me un viaggio nel viaggio; auguro all’ autrice nuove ed emozionanti destinazioni.

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