Quando i Draghi si trasformarono in Principesse

“Perhaps all the Dragons” si sviluppa lungo una struttura ovale, trenta posizioni, posti a sedere muniti di schermo, che trascinano gli spettatori (trenta, appunto) in un’atmosfera surreale, a mo’ di planisfero. Sarà questo lo spettacolo che aprirà la 23esima edizione del Festival Castel dei Mondi.

Ambientato a Mater Gratiae, dal 4 al 6 settembre, alle ore 17.30/19.00/20.30/22.00, il teatro-nave nasce dall’idea di Bart Baele e Yves Degryse, fondatori del Collectif Berlin, registi che hanno dato vita a questa docu-fiction drammaturgica che parte da narrazioni reali.

La scelta è random, ognuno si accomoda dove vuole, dopodichè viene trasmesso un video di persone che raccontano la loro storia.

Una lettera trovata nell’incavo del tavolo accanto ad ogni postazione traccerà la mappa concettuale dell’esperienza teatrale, seguendo la teoria dei sei gradi di separazione dello scrittore ungherese Frigyes Karinthy, secondo il quale ogni essere umano può essere associato a qualsiasi persona o cosa attraverso non più di cinque intermediari.

Siamo accanto ad altre ventinove persone eppure siamo soli a partecipare alla relazione di quelle cinque anime di fronte a noi, forse siamo tutti interconnessi, forse no, forse siamo noi i responsabili di questa giostra chiamata vita, un meccanismo concentrico, anelli congiunti al messaggio più profondo di appartenere gli uni agli altri.

“Lettera a un giovane poeta” di Rainer Maria Rilke recita: “Forse tutti i draghi nelle nostre vite sono principesse che non attendono altro che vederci agire, solo una volta, con bellezza e coraggio”.

142.506 combinazioni diverse, tante le possibilità di trasformare draghi in principesse e tragedie individuali in soluzioni collettive.