Le parole sono una porta aperta, una mano tesa, l’invito a fermarti un attimo prima di correre come tutti verso l’eterno movimento che muove tutto

Caro direttore,

il mio tesserino di giornalista lo dedico a te e ad Odysseo.
Alla mia famiglia dedico ogni giorno la vita.
Quando ero piccolo ho scoperto i libri, uno dei miei primi era di Hermann Hesse. Mio padre e mia madre preferivano dedicassi il mio tempo libero a colmare le lacune scolastiche di matematica. Per leggere usavo la mia paghetta, non uscivo con gli amici a giocare ai videogiochi nelle sale degli anni 80, bugia, non spesso quanto avrei voluto ma non mi spiaceva.

Quando terminate le superiori ho desiderato diventare giornalista, mi è stato risposto che i soldi per l’università c’erano ma per una facoltà seria come Economia o Giurisprudenza o Medicina.
Perché gli avvocati, i commercialisti, i medici sono persone socialmente ed economicamente affermate.
Sarei stato l’orgoglio di famiglia. Non ero d’accordo.
Tralascio gli anni a venire.

Il giorno in cui mi hanno consegnato il tesserino, 40 anni dopo circa, diversi giorni fa, ai miei genitori non importava, perché un contratto a tempo indeterminato, che non ho, ha un valore più forte.
Ma io voglio bene ai miei genitori e loro ne vogliono a me. Mi sono stati vicini in tante occasioni. Gli esseri umani talvolta non condividono gli stessi sentimenti, pur possedendo l’amore non riescono a distribuirlo al meglio, alcune fessure del cuore, se è lì che si ferma, restano vuote. Ci si deve amare per ciò che si è. Non è facile. Ma solo la superficialità riesce senza fatica.

Scrivo per il teatro, ho vinto un premio teatrale e mi hanno rappresentato in diversi teatri. Mi hanno pubblicato poesie, racconti.
Sono stato un docente, un formatore, un Agente di Polizia Locale, un collaboratore (bidello). Signori e signore, purtroppo noi esseri umani siamo sospesi nel vuoto. Terrorizza non avere sempre l’amore attorno e sotto i piedi.
Ho amato e amo la scrittura come si ama un figlio. Le parole sono una porta aperta, una mano tesa, l’invito a fermarti un attimo prima di correre come tutti verso l’eterno movimento che muove tutto.

Non è possibile consultare Google per scoprire se Dio esiste o se la vita continua dopo la morte. Google non può dirci come dovremmo vivere. Ma ci può aiutare leggere ciò che altri uomini hanno pensato. Socrate non è stato l’unico uomo saggio e colto. Gesù non è stato l’unico rivoluzionario pacifico ucciso dal potere. Riflettevo.
Camilleri sta male, è una fiammella flebile che non brucerebbe una sigaretta, figuriamoci più di sessanta al giorno, quante ne ha fumate sino ai 90 anni. È un povero “terrone” più altri aggettivi spregiativi, così l’hanno definito. In realtà uno scrittore erudito che parla e scrive una lingua antica, quella dell’intelligenza.

La casa che ci ospita, il tempo e il luogo della vita quotidiana è un po’ come il giardino del Getsemani: una notte senza fratelli e discepoli, addormentati dietro le smart tv e gli smartphone, sopiti ognuno nella propria mediocrità.
Ma il giorno che verrà porterà nuova luce e nuove parole e nuovi uomini, migliori, affamati di vita, quella buona, prelibata.