Ansimi, anfratti grigi

sale su ferita,

spine pugnalano 

come guanti vellutati con piombo.

Grigiore estremo

asfittico, pallido.

Pietà per se stessi

nella fragilità di

rintocchi lenti,

fiacchi verso

luci sfuocate 

davanti a pupille miopi.

 

L’Afghanistan prima dell’intervento americano nel 2001 era un Paese in cui le donne non potevano studiare, lavorare, uscire di casa da sole, dovevano indossare il burqa. Esisteva la lapidazione per le adultere e ai ladri venivano tagliate le mani per punizione. L’omosessualità era punita con la pena di morte. 


FontePhoto by Elin Tabitha on Unsplash
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Mi chiamo Monica Fornelli e scrivo sin da piccolina. Sono una docente di francese appassionata di somatopsichica; lo stare bene per me è essenziale per cui da sempre scrivo per “ricrearmi” un mondo ideale in cui tuffarmi e potermi riequilibrare abbracciando me stessa e al contempo abbracciare virtualmente chi vorrà leggermi. Ho partecipato a vari concorsi nazionali e internazionali tra cui “Il Papavero d’Oro“, “Levante” indetto dalla rivista Radar Sei, “On the air”, “Nino Palumbo”, ottenendo vari riconoscimenti e menzioni in giornali locali come “la Gazzetta del Mezzogiorno“ e “Meridiano Sud”. Alcune mie poesie sono presenti in antologie quali “Fiori Amori” e “Le stagioni” ed. Barbieri; “Parole senza peso” ed. Writers, “Nitriti al vento“ ed. La Conca, “Il Federiciano” ed. Aletti. Nel 2011 è uscita la mia prima raccolta dal titolo “I colori della vita” (ed. Albatros) presentata anche alla fiera del libro di Torino.