
«Insegnaci i segreti della vita:
la pazienza del seme,
il coraggio delle radici,
la forza del germoglio,
l’elasticità dei rami,
la tenerezza delle foglie,
la fiducia del fiore,
la generosità del frutto»
(don Luigi Verdi)
“Ricomincio da tre”, diceva il grandissimo e compianto Troisi. Beato lui, dico io! Perché a volte ci capita di dover ricominciare da zero: e senza fiatare, ché poter ricominciare è già fortuna e non si ha il diritto a lamentarsi.
Solo che la pancia non è come la testa. La testa ragiona, analizza, sistema le cose. La pancia urla e pure forte, tipo un bimbo quando ha fame. Come quando sei a dieta: hai voglia tu a dire che c’è un programma alimentare ben congegnato e che per ottenerlo hai dovuto pagare un professionista a suon di quattrini; hai voglia tu a precisare che per la salute occorre un giusto bilanciamento di calorie. Quella, la pancia, ha fame, grida e basta e di altro non vuol sapere.
E così, con l’estate alle spalle, con agosto che sembra un lontanissimo ricordo, con le spiagge e le montagne che appartengono all’ordine dei lontani miraggi, ditemi voi chi non è preso dal mal di pancia. E vabbè! Le cose stanno così: i bimbi – proprio come la pancia – urlano, i genitori un po’ li accontentano, un po’ li sgridano e un po’ si rassegnano. Della serie: bisogna lasciarli gridare, prima o poi si stancheranno, intanto andiamo avanti.
Caro lettore, adorata lettrice,
se anche tu sei tentato dallo sconforto, con don Gigi, ti invito a riflettere sulle pazienza del seme, che sfida in silenzio il gelo dell’inverno; con me vorrei che ammirassi il coraggio delle radici, nate per non vedere la luce, eppure essenziali perché l’albero non venga giù; con te vorrò gioire della forza del germoglio, che inganna per il verde tenero con cui si presenta, eppure contiene in sé tutta l’eruzione della vita; ora, però, ci serve tutta l’elasticità dei rami che sol per questo possono reggere la bufera che li tempesta, pena spezzarsi e cadere rovinosamente.
Il tempo delle foglie, del fiore, del frutto arriverà. Oggi ci tocca essere. E tocca esserci. Facendo, per quanto ci riesce, la cosa giusta.
Albert Einstein: «Cento volte al giorno ricordo a me stesso che la mia vita interiore e esteriore sono basate sulle fatiche di altri uomini, vivi e morti, e che io devo sforzarmi al massimo per dare nella stessa misura in cui ho ricevuto»
Mark Twain: «Fai sempre ciò che è giusto: questo farà piacere ad alcuni e sorprenderà gli altri».
Che sia robusto, il tuo caffè.


























