Un assordante, svuotato silenzio
Emerge dal più profondo del nulla
E coglie gl’impreparati timpani
Ad assorbire l’eco delle note…?

Un tonfo sordo smette la ragione
Di conciliar l’attesa con il tempo
Dacché non smette d’affogare l’ora
Pria consumi l’ultimo tocco intero…?

Così veemente, recepito, l’anno
Nell’abbrobriosa sfida senza fini
Per rispecchiarsi vani in acquitrini

E rivedersi rospi nell’imago.
Chiudiamo l’anno con fasulli auguri…?
Passando le consegne al nostro ignoto…?

29/12/2023


FonteFoto di Hans Isaacson su Unsplash
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Salvatore Memeo è nato a San Ferdinando di Puglia nel 1938. Si è diplomato in ragioneria, ma non ha mai praticato la professione. Ha scritto articoli di attualità su diversi giornali, sia in Italia che in Germania. Come poeta ha scritto e pubblicato tre libri con Levante Editori: La Bolgia, Il vento e la spiga, L’epilogo. A due mani, con un sacerdote di Bisceglie, don Francesco Dell’Orco, ha scritto due volumi: 366 Giorni con il Venerabile don Pasquale Uva (ed. Rotas) e Per conoscere Gesù e crescere nel discepolato (ed. La Nuova Mezzina). Su questi due ultimi libri ha curato solo la parte della poesia. Come scrittore ha pronto per la stampa diversi scritti tra i quali, due libri di novelle: Con gli occhi del senno e Non sperando il meglio… È stato Chef e Ristoratore in diversi Stati europei. Attualmente è in pensione e vive a San Ferdinando di Puglia.