Ma dell’assoluto

Nulla, nella nostra vita, è permanente, tutto è in continua trasformazione, l’unica via per adattarsi è prenderne coscienza.

È il destino di ognuno e di tutti, indipendentemente dall’età, dal grado d’istruzione, dal clima, dal ceto, dal sesso, o dalla condizione.

Mentre camminiamo per la strada vediamo la nostra ombra cadere sul fango e sulla sporcizia, su buche e sporgenze, su spine e su sabbia, sull’asciutto e sul bagnato.

Ci interessa ciò che accade alla nostra ombra? La nostra ombra ne resta, forse, macchiata?

Essa non si cura dei luoghi infimi in cui cade o che passa a guado. Le esperienze dell’ombra non sono né eterne, né vere.

Dovremmo, perciò, convincerci di non essere quell’ombra in assoluto, ma di essere l’assoluto stesso, un’anima transeunte che cresce nell’empirismo.


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Iscritto all'Ordine dei Giornalisti della Puglia, ho iniziato a raccontare avventure che abbattono le barriere della disabilità, muri che ci allontanano gli uni dagli altri, impedendoci di migrare verso un sogno profumato di accoglienza e umanità. Da Occidente ad Oriente, da Orban a Trump, prosa e poesia si uniscono in un messaggio di pace e, soprattutto, d'amore, quello che mi lega ai miei "25 lettori", alla mia famiglia, alla voglia di sentirmi libero pensatore in un mondo che non abbiamo scelto ma che tutti abbiamo il dovere di migliorare.

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