La vita è ciò che ci succede mentre siamo intenti a fare altro, diceva qualcuno. La noia di Sartre, o se volete di Califano, viene messa in scena, sul palco di Palazzo Ducale, venerdì 3 settembre, alle ore 20.45, da Michele Sinisi in occasione della XXV Edizione del Festival Castel dei Mondi. Nessuno spazio morto, solo l’interstizio d’esistenza che ci caratterizza, il day by day che fa del nostro copione uno straordinario capolavoro.

Ciao, Michele. Cos’è lo “showreel” per un attore?

Un video che racconta la carriera cinematografica di un attore, lo si costruisce montando le proprie interpretazioni, serve a proporsi ai casting attraverso il lavoro dei propri agenti. Al Festival Castel Dei Mondi, abbiamo costruito un lab che cerca di inserirvi gli spazi e i tempi intermedi alla rappresentazione, la vita che scorre tra una fiction e l’altra.

La bravura di un interprete dipende dalla quantità di frammenti quotidiani che riesce a portare sul palco?

Credo che la quotidianità di ciascuno, la propria vita di un interprete, finisca per alimentare l’opera a prescindere dalla propria volontà. C’è l’esercizio quotidiano, ciascun artista col gioco attiva la relazione con lo spettatore e divertendosi finisce per essere trasparente. Le storie che agiamo sulla scena si nutrono sempre dei nostri vissuti, malgrado la nostra volontà.

I quindici minuti di celebrità che Andy Warhol concede a ciascuno di noi rischiano di farci perdere il senso della realtà, destinandoci alla caduta come Teseo?

Le implicazioni di queste dinamiche non le giudico e non le guardo scientificamente, psicologicamente, socialmente, mi occupo solo di rispecchiare la realtà, di mettere il pubblico di fronte a sé. A Warhol sono seguiti ulteriori traguardi e formulazioni: facebook, istagram, tiktok… e altro che ai più grandi di età continuerà sempre a sfuggire.

A chi intende rivolgersi, principalmente, lo spettacolo?

A tutti. è la mia unica ambizione. mi piace veder tanta gente che si diverte. e il festival è un’occasione, in questo senso, fantastica. Gliene sarò sempre grato.


Articolo precedenteCondannati alla conoscenza
Articolo successivoEducare alla SOStenibilità
Iscritto all'Ordine dei Giornalisti della Puglia, ho iniziato a raccontare avventure che abbattono le barriere della disabilità, muri che ci allontanano gli uni dagli altri, impedendoci di migrare verso un sogno profumato di accoglienza e umanità. Da Occidente ad Oriente, da Orban a Trump, prosa e poesia si uniscono in un messaggio di pace e, soprattutto, d'amore, quello che mi lega ai miei "25 lettori", alla mia famiglia, alla voglia di sentirmi libero pensatore in un mondo che non abbiamo scelto ma che tutti abbiamo il dovere di migliorare.