La risposta è sempre l’Amore…

Un detto che attinge dalla Bibbia afferma: “Vanità di vanità, tutto è vanità”. Già durante il Medioevo c’era il cosiddetto “memento mori”, locuzione latina che, letteralmente, significa “Ricordati che devi morire”. Questa frase di origine romana, la quale richiamava i vittoriosi alla consapevolezza dei pericoli derivanti dall’esaltazione e dall’orgoglio, veniva detta da uno schiavo, per mettere in guardia dai deliri di onnipotenza.

Tale frase, reinterpretata alla luce del principio della “Vanitas” del Qoelet (Ecclesiaste, in latino), sarà fatta propria dalla tradizione cristiana, particolarmente tridentina, nell’arte della Controriforma. È per tale motivo che in questi anni si trovano santi con teschi e scritte che fanno riferimento alla morte.

Non molti decenni fa’, nei seminari, si facevano i cosiddetti esercizi sulla buona morte. Lo stesso papa Francesco ne ha parlato, in una intervista, nella sua esperienza spirituale di meditazione. Anche don Bosco riteneva altamente educativo l’esercizio sulla buona morte. I trappisti, monaci di rigida osservanza, nel XVII secolo, fecero del “memento mori” il loro motto.

Bene, se fino a qualche decennio fa il tabù della società era il sesso, possiamo affermare che l’attuale tabù è la morte. La si rimuove, la si esorcizza attraverso feste come Halloween, dimenticando che è dalla sua presenza che nasce il bisogno di operare, di non perdere tempo, di dare valore e significato alla propria vita.

Nasce però una domanda: se tutto è vanità, che senso ha impegnarsi?

Il Vangelo propone una risposta. In Cristo Gesù, nella sua rivelazione, a non cadere nella vanità è l’Amore. Con il termine vanità, nell’originale ebraico, si intende il soffio, il fumo, ciò che è assolutamente inconsistente. Tutto è inconsistente, tranne l’amore, poiché Dio è Amore, come afferma la Scrittura. Tutto l’amore non andrà mai perso, da Dio viene ed a Lui ritorna. In Cristo tutto è vanità, tranne l’amore.

Per dare significato dunque, a tutto ed a tutti, riempiamo la nostra vita d’amore, donando e accogliendo. La follia cristiana consiste nel fatto che anche il dolore e l’odio possono avere come risposta l’amore. Alla vanità, la risposta è sempre l’amore. Se tutto è vanità, la misura dell’amore è quell’amore smisurato che dona pienezza e significato a ciò che resterebbe inconsistente. Aveva ragione Sant’Agostino: “Ama e fa ciò che vuoi!”. Passiamo, così, dal vuoto alla pienezza, dalla vanità all’amore.

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Sacerdote della diocesi di Andria, attualmente sono fidei donum in Valle d’Aosta, ho conseguito la Licenza in Antropologia Teologica presso la Facoltà Teologica Pugliese “Regina Apuliae” di Molfetta. Autore di numerosi libri presso le Edizioni Sant’Antonio; collaboratore della Rivista Trimestrale di Teologia e Spiritualità “Jesus Caritas - Famiglia Carlo de Foucauld” e curatore della rubrica “Ripensare tra bellezza e verità” sul sito del mio paese d’origine: Canosaweb.it. Ogni martedì, pubblico sul mio canale youtube (https://www.youtube.com/channel/UCCgVJk1DCdYQhIeh9c6jmBQ) dei video-incontri di tipo culturale, spirituale e religioso, per riflettere ed interrogarsi sul senso della vita, sull'amicizia e la bontà.