Incombeva ancora la guerra. Aldo Moro legge nella storia un sentimento nuovo …e scrive una sconvolgente Preghiera

“Siamo tutti in attesa di una liberazione”.

“Noi sentiamo il peso grave di mille oppressioni e la ferocia di questa storia umana senza umanità ci prende in una morsa alla quale non è possibile sfuggire. Chi può ricordare senza raccapriccio il terrore seminato nella nostra vita in mille forme, da tutte le parti con una continuità implacabile, con uno zelo feroce?”

“In questo mondo cattivo noi aspettiamo una liberazione, dal mondo.

Ma questo mondo è fatto da noi, uomini che andiamo intrecciando assurdi rapporti di odio, che andiamo disperdendo la vita che dovremmo salvare e svolgere in tutto il suo valore. Non possiamo essere liberati dal mondo, se non ci liberiamo da noi stessi. Ma chi ci libererà da noi?

Noi sentiamo enunciare, mentre il mondo soffre, un programma di libertà. … Per liberarsi dal bisogno degli uomini lo accrescono smisuratamente e il terrore domina dove passano gli eserciti che sono fatti di uomini; l’uno contro l’altro, fremendo alla vista del volto umano dell’avversario da uccidere”.

Ad ogni lettura di queste parole sublimi, l’incrocio unico, irripetibile e, quindi, assoluto tra le circostanze personali (speranze, dolori, fremiti per dirla ancora con le parole di Moro) e lo scenario locale e globale, nel quale ogni esperienza umana si colloca, alimenta riflessioni e connessioni differenti.

Una guerra, devastante, sanguinosa, orribile come tutte ma non distante come molte altre evoca le parole di uno straordinario libriccino di Immanuel Kant, Per la pace perpetua.

Nell’opera, il filosofo di Königsberg detta le condizioni provvisorie, definitive e segrete per l’ultimo e irrevocabile rifiuto delle ostilità belliche tra gli uomini. Tra le altre (V condizione provvisoria): “Nessuno Stato si deve intromettere con la forza nella costituzione di un altro Stato”. Salvo il caso della guerra civile, ammonisce Kant, nulla lo autorizza. L’intervento di altre potenze nella vita di un “popolo che non dipende da alcuno e che lotta soltanto contro un malessere interno”, sarebbe uno “scandalo vero, rendendo malsicura l’autonomia degli altri stati”.


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