Ci sono le prime volte.

La prima volta che sono inciampata nel tuo sguardo infame e malandrino;

la prima volta che ho sorriso al tuo sorriso;

la prima volta che ho calcolato la diagonale che si forma tra il tuo sopracciglio destro inarcato e l’angolo convesso della caverna nera del tuo occhio;

la prima volta che hai riso e la prima volta che mi hai all’angolo con uno sguardo assassino.

E invece poi ci sono le volte zero.

La volta zero che ti ho preso per mano e portata sugli strapiombi di Polignano;

la volta zero in cui ti ho fotografata mentre fotografavi la stazione abbandonata di Carovigno;

la volta zero in cui abbiamo visto “La città incantata” al cinema di Santo Spirito la cui uscita da sul mare;

la volta zero in cui la tua mano ha contato i battiti bislacchi di un cuore ragazzino per una tua risata folle e anarchica;

la volta zero in ci ti ho baciata e ho scoperto un nuovo guanciale per le mie labbra.

Le prime volte si ricordano, le volte zero si vivono.

_______________________________

Leggi le altre poesie di Nadia Pistillo