“Ci sono più cose in cielo e in terra, Orazio, di quante tu ne possa sognare nella tua filosofia!” fa dire, ad Amleto, William Shakespeare.

La nascita della Fondazione Giorgio Cini è una di quelle ed è legata a una grande storia d’amore e a una data, il 31 agosto 1949.

Giorgio Cini, nato nel 1918 da Vittorio e Lyda Borelli, seguiva egregiamente le orme paterne dimostrandosi ben presto un abile imprenditore.

La madre, Lyda Borelli, figlia d’arte, fu una delle prime e maggiori dive del cinema muto italiano. Creò un nuovo tipo di gestualità che finì per diventare un modello per la gioventù degli inizi del Novecento. Nel 1918 Lyda sposò Vittorio Cini e, come Grace Kelly, si ritirò dalle scene: la sua arte finirà nell’oblio. Dal matrimonio nacquero quattro figli: Giorgio era maggiore di tre sorelle.

Nel 1945 Giorgio Cini, ventisettenne, riuscì in un’impresa che dà l’idea da un lato della forza dell’amore della famiglia verso Vittorio Cini, dall’altro dà l’idea del coraggio e del senso pratico di Giorgio. La situazione era questa: Vittorio, che era sempre stato coinvolto da Benito Mussolini nella politica economica del regime fascista, si opponeva alla Repubblica di Salò. Perso così l’appoggio dei fascisti, fu abbandonato al suo destino, arrestato dalle SS nel settembre 1943 e deportato a Dachau. A questo punto Giorgio prese un’iniziativa molto rischiosa: volò in Germania per ottenere il rilascio del padre. Alcune fonti sostengono che convinse i gerarchi nazisti cedendo loro il ricavato della vendita dei gioielli di sua madre Lyda. Riabbraccia il padre e lo riporta in aereo in Italia. Non solo. Prende contatti con la Resistenza, finanzia la lotta partigiana e nel 1945 ottiene il giudizio di assoluzione da parte della Commissione d’inchiesta del CNL veneto: Vittorio Cini non poteva e non doveva essere considerato responsabile dei crimini del regime fascista.

Ma veniamo al 31 agosto 1949. A bordo della pista dell’aeroporto di Cannes c’è una donna, Merle Oberon, bellissima: è un’attrice che, partita dalla miseria di Calcutta, riuscirà a conquistare Hollywood. E’ la nuova fiamma di Giorgio Cini, che è su un aereo in partenza. Il pilota gli cede i comandi, sapendolo esperto. Poco dopo il decollo però l’aereo precipita al suolo.

Nel lungo e profondo buio in cui precipitano Lyda Borelli e Vittorio Cini ad un certo momento avviene una metamorfosi che. Per essere realmente accaduta, travalica i miti  ovidiani.  Narciso si innamora della sua immagine e muore annegato, ma poi si trasforma in fiore. Dafne non cede alla passione di Apollo e si trasforma in alloro: Apollo vorrà tenerla accanto a sé per sempre. Vittorio Cini e Lyda Borelli fanno rivivere per sempre Giorgio istituendo la Fondazione di Venezia e la Casa Giorgio Cini di Ferrara.

Questa rinascita è nel segno della pace, dell’amore per l’arte e la bellezza, nel segno del dialogo fra le culture e le religioni. Lunga vita alla Fondazione Giorgio Cini!


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Sono nato a Barletta nel 1956; ho insegnato Lettere per 23 anni e sono stato dirigente scolastico dal 2007 al 2023. Mi sono dedicato allo studio di vari aspetti della storia locale e sono membro della Società di storia patria per la Puglia; ho censito, trascritto e tradotto le epigrafi di Barletta. Per i tipi della Rotas ho pubblicato il romanzo-saggio “Ricognizioni al giro di boa”. Da molti anni mi interesso di religioni (specialmente il Buddhismo Mahayana) e di dialogo interreligioso. Ho avuto la fortuna di avere tre figli e ora di essere anche nonno! Da settembre 2023 sono in pensione: si dice tecnicamente "in quiescenza" ma è un po' difficile fermarsi. Gioco a tennis, mi piace molto viaggiare e credo molto nel lifelong learning. Sono stato cooptato in Odysseo da Paolo Farina :) e gli sono grato per avermi offerto uno spazio per parlare di scuola (e non solo) fuori dall’ambito formale/ istituzionale.