Un altro “capolavoro” del Governo Meloni

Sarebbe giusto che un collezionista straniero in una galleria italiana acquistasse un’opera d’arte con una tassazione inferiore a quella degli altri Paesi? Certo che no! Eppure siamo patria di Michelangelo, Leonardo, e la culla di gran parte della civiltà culturale artistica mondiale.

Oggi, per un settore che vale 1,36 miliardi di euro, a causa del decreto Omnibus, il Consiglio dei Ministri ha approvato una misura per ridurre la tassazione dal 22% al 5% per la compravendita di opere d’arte annullando, così, il prestigio nella competizione internazionale per cessione e acquisto anche di antiquariato e collezione.

Con una perdita di introiti del 17% su ogni acquisizione, quindi, l’Italia diventa meta da razziare dei mercanti d’arte, collocandosi dietro a Germania (7%) e Francia (5,5%). Il mancato guadagno si evidenzia sia agli acquisti presso gallerie private sia alle aggiudicazioni in casa d’asta.

A margine della decisione, il gallerista Marco Brun, partner e direttore della galleria Brun Fine Art, leader del settore e specializzata in scultura e pittura antica e moderna, opere d’arte decorative e mobili continentali, con sedi a Milano, Firenze e Londra, interviene con soddisfazione: «Un colpo da teatro, insomma, l’ennesima magra figura del Governo Meloni che consegna il nostro patrimonio storico alla mercè di mecenati senza scrupoli, offrendoci, come sempre, illusioni…a regola d’arte!».


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Iscritto all'Ordine dei Giornalisti della Puglia, ho iniziato a raccontare avventure che abbattono le barriere della disabilità, muri che ci allontanano gli uni dagli altri, impedendoci di migrare verso un sogno profumato di accoglienza e umanità. Da Occidente ad Oriente, da Orban a Trump, prosa e poesia si uniscono in un messaggio di pace e, soprattutto, d'amore, quello che mi lega ai miei "25 lettori", alla mia famiglia, alla voglia di sentirmi libero pensatore in un mondo che non abbiamo scelto ma che tutti abbiamo il dovere di migliorare.