«Non lo so, vedremo cosa succederà con la Brexit. Se dovrò richiedere un visto per viaggiare, mi vedrò costretto a lasciare il paese per andare a vivere in territorio europeo, e probabilmente cambierò cittadinanza»

(Pete Doherty, cantante e musicista inglese)

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Voglio aprire questo mio intervento con una frase di Elton John che per me rappresenta appieno la vicenda. Durante un’esibizione a Verona per il suo ultimo tour mondiale, “Farewell Yellow Brick Road”, l’artista ha dichiarato: “Mi vergogno per quello che il mio Paese sta facendo. Ha separato le persone… Sono stanco dei politici, specialmente quelli britannici. Sono stufo della Brexit. Io sono un cittadino europeo, non un idiota inglese, stupido, colonialista e imperialista”.

Un tempo amavo l’Inghilterra con tutta me stessa!

Ho passato l’infanzia in un piccolo villaggio nelle Cotswolds (una catena collinare situata nell’area centrale dell’Inghilterra, ndr), una regione famosa per la sua bellezza tipicamente inglese.

Mentre trascorrevo il mio tempo lungo il fiume a caccia di girini, non potevo immaginare che la vita come io la conoscevo a quell’età sarebbe cambiata per sempre durante l’arco della mia generazione.

Provate a parlare dell’argomento con chiunque e la maggior parte affermerà che il Regno Unito sta facendo qualcosa di incredibilmente stupido, un atto di autolesionismo che non ha nessun senso. La gente si domanda come sia possibile che le persone all’interno del Paese non siano in grado di vedere ciò che quelli al di fuori del Regno Unito vedono così chiaramente.

Quale persona sana di mente penserebbe che lasciare la potenza economica più influente del mondo sia la mossa giusta? Chi penserebbe che farsi nemici i propri 27 vicini di casa sia sensato?

Nel 2016 la Brexit è stata venduta con una semplicità fuorviante, impacchettata in un involucro di bugie sui suoi benefici e tempi di realizzazione, che ora impallidiscono di fronte al disastro imminente.

Per non parlare del malcontento delle grandi imprese che operano del Regno Unito e che supportano in gran numero la campagna per rimanere nell’Unione, e che si stanno preparando a spostarsi nel continente o altrove.

Due anni fa lavoravo per Airbus, in Tolosa, Francia. Mi ha rattristato tantissimo leggere che Tom Enders, l’amministratore delegato del gigante aereo che al momento offre lavoro a più di 14 mila persone in Gran Bretagna e impiega più di 110 mila nel suo giro d’affari, potrebbe potenzialmente essere una delle grandi perdite a cui il Paese dovrà assistere.

Siamo su un volo senza destinazione, passatemi l’amara battuta. Vaghiamo senza meta e stiamo facendo di tutto per convincerci che sia esattamente ciò di cui abbiamo bisogno.

il futuro è cupo, e il Governo sta cercando di metterci in guardia sul fatto che non esista un pulsante magico o un piano di manovra per affrontare il totale caos che si prospetta per il 1 novembre. Le misure d’emergenza riguardanti trasporti, voli, turismo e immigrazione ricadranno completamente sull’UE dato che il Regno Unito, nel giro di una notte, diventerà ufficialmente un paese extra comunitario, e questo mi spaventa!

La Brexit è una vicenda terribile, per il mio paese e per l’Europa intera, che farebbe piombare il Regno Unito in una recessione che potrebbe richiedere anni per essere risanata.

Io per prima preferirei vivere all’estero, oltremare con il resto degli Europei.

(traduzione di Chiara Pistillo)

“I don’t know; we’ll see what happens with Brexit. If they make it so that you can’t travel any more without a visa, I’m going to have to leave the country, stay in the E.U., and probably change my citizenship” quote by Pete Doherty, an English singer and musician.

I will begin this blog, with a quote by Elton John, that for me says it all in a nutshell. Whilst performing in Verona on his last ever world tour, Farewell Yellow Brick Road, he said: “I’m ashamed of my country for what it has done. It’s torn people apart … I am sick to death of politicians, especially British politicians. I am sick to death of Brexit. I am a European. I am not a stupid, colonial, imperialist English idiot.”

I ‘loved’ England with a passion – once!

My childhood was spent in a small village in the Cotswolds, an area renowned for its beauty and quintessential way of life.

Whilst I paddled in the local stream, caught ‘stickle bats’ and ‘tadpoles’ with my fishing net, I had no idea that this way of life would change forever within my own generation.

At this moment in time, if you mention to almost anyone overseas, most will say what the UK is doing is utterly, utterly stupid. An act of self-harm with absolutely no point, no upside. All we hear is about is why are so many people in the UK are unable to see what those outside the UK can see quite clearly?

Who in their right minds thought it would be a good idea for the UK to leave the largest trading bloc on the planet? Who thought it would perfect for the UK to make political enemies of the 27 countries right next door to it?

Brexit was presented to the public in 2016 with utterly misleading simplicity. It was presented as a pack of lies about both the size of the benefits and the ease of implementation, when in truth the benefits are so small, they melt into insignificance compared to the disaster looming.

All are the rumblings of discontent from big businesses based in the UK, huge numbers of which supported the ‘remain’ campaign and are looking to relocate to mainland Europe or elsewhere.

Just a couple of years ago, I worked for Airbus, in Toulouse, France. I am saddened when I read that Tom Enders, C.E.O. of this aerospace giant, which currently employs more than 14,000 people in the U.K., with around 110,000 more local jobs connected to its supply chains is just one of the big businesses losses that the UK will loose or actually has lost already.

We are, in almost every sense, excuse the pun, on a plane to nowhere, and because we have nowhere to go, we must convince ourselves that nowhere is exactly where we wish to be.

The outlook is grim. The Institute for Government warns that there is no magic button, no “managed no deal”, to handle border chaos on 1 November. Emergency measures on trucks, plane flights, tourism and immigration will be entirely at the EU’s mercy – as the UK will, overnight, become legally a “foreign state”, and this is scary!

Brexit is a terrible, terrible thing for UK and Europe and will set back UK and may take several years to recover, and I for one would rather live abroad, over the water and with Europeans!


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Cheryl Gregory BA Hons
Cheryl Gregory BA Hons. Fashion and Textile Designer and Creative writer, spending time between the UK and Italy. I have a passion for travel and Italy is my favourite place and Italian people my true love. "Italy is a dream that keeps returning for the rest of your life.” – Anna AkhmatovaCheryl Gregory BA Hons. Stilista di moda e tessile e scrittrice creativa, spendo il mio tempo tra il Regno Unito e l'Italia. Ho una passione per i viaggi e l'Italia è il mio posto preferito e gli italiani il mio vero amore. "L'Italia è un sogno che continua a tornare per il resto della tua vita." - Anna Akhmatova

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