Brexit. Giorno Meno ottantaquattro

Caro Odysseo,

Qui mi ritrovo tra Scilla e Cariddi, quindi chi meglio di te può comprendermi?
Facciamo che Scilla è la mia terra, l’Italia, che ho lasciato due anni orsono per navigare verso lidi più ridenti, e Cariddi è l’Inghilterra, dove sono approdata e dove mi sento a casa.

Ora, di tornare verso Scilla non se ne parla, troppi abominevoli mostri in politica; ma Cariddi? Be’, qui c’è la Brexit, creatura mitologica di cui non si conosce né forma né contenuto.

Odysseo, qui siamo preoccupati. Per quanto tutti facciano finta che le loro vite proseguano imperturbate, i primi segni di cedimento si fanno sentire.

Nel bene o nel male, sono costantemente in contatto con il pubblico, parlo con il cittadino medio tutti i giorni, e non posso fare a meno di notare le piccole cose, minuscoli tasselli nel più grande mosaico della paura.

Sempre più persone, europei e non, iniziano a prendere seriamente l’idea che di punto in bianco una mattina ti svegli e devi afferrare ciò che ti capita davanti, metterlo in valigia e andartene.

Se stanno pagando le rate della macchina, iniziano a interessarsi su come venderla e cancellare i debiti. Se hanno dei conti in banca, fanno domande su come trasferire i fondi altrove. Se hanno un contratto d’affitto, stanno temporeggiando prima di rinnovare per i prossimi sei mesi.

Mancano dodici settimane e la gente ancora non sa come regolarsi, cosa succederà, quali sono i rischi.

Perché i rischi ci sono, sono concreti e fanno pensare al peggio: una Brexit senza accordi con l’UE significa niente regolamentazioni, e niente regolamentazioni significa niente sbarchi di merci nei porti, niente voli da e verso il paese, niente transazioni bancarie internazionali, niente vincoli politici ed economici a tutelare gli interessi dei cittadini europei in terra britannica e viceversa.

Insomma, caos.

Ma la domanda che serpeggia nell’aria e che nessuno vuole fare apertamente è: siamo al sicuro? Essere europei può all’improvviso diventare motivo di odio, di aggressioni, di irrazionale rabbia? Si sono già registrati episodi di violenza motivati dalla nazionalità delle vittime, e la situazione non può che diventare sempre più tesa.

I politici, nelle camere di Westminster, non accennano ad abbassare i toni, demonizzando l’Europa e reclamando l’autonomia della propria terra. Diciamo che per oggi non apro questo capitolo, che non voglio farmi il sangue amaro proprio prima del weekend. Cito soltanto un anglicismo molto popolare: bullshit.

E mentre le lancette scorrono, io sono qui a dibattermi tra questi due mostri, non sapendo se andare a destra o a sinistra, e probabilmente la soluzione è tirare dritto.

A presto, Odysseo, con altre notizie da questo fronte un po’ borghese.


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