“Vi racconto una storia: oggi mia madre stava riordinando delle carpette piene di documenti, in una di queste ha trovato tutte le valutazioni e le pagelle del mio percorso scolastico, dalla materna, fino al Liceo. Voglio farvi ridere con alcune evidenze che hanno portato, in primis a noi, grande ilarità.

-Documento personale del bambino per il passaggio alla Scuola Elementare (A.S 1998/99)-

  1. A) AUTONOMIA:

1)DI BASE

“Virginia ha maturato una buona autonomia personale sia nella gestione e cura del proprio corpo sia degli oggetti. È una bambina che arriva subito al centro del problema (because pragmatismo is the way also when you are alto less di 1 metro), riuscendo spesso a risolverlo (‘na volta). Conosce le regole del contesto (commento mentale mentre leggevo “ma me ne battevo il ca##o bellamente”, e infatti —>), anche se probabilmente, per la sua vivacità e creatività tende a trasgredirle. A volte non ha il senso del pericolo (Silvia rimembri ancor di quel tempo in cui mi arrampicavo sui tetti a mani nude per recuperar palloni volti al calcio del mezzogiorno e poi ho sceso, senza darti nessun braccio, tutti gli alberi della scuola inzozzandomi tutti i vestiti).”

a)nel gioco: rapporti con i pari

“Nonostante abbia frequentato solo l’ultimo anno di scuola dell’Infanzia(mi sono trasferita a Parma a 4 anni, ndr), Virginia ha saputo ben inserirsi nel gruppo sezione creando relazioni amicali sia con il gruppo di coetanei che con i più piccoli (..che con gli alberi, le panchine, i cessi, le porte: l’importante è fare brutto). Nei confronti della bambina disabile si dimostra attenta e affettuosa, disponibile ad accogliere ogni sua manifestazione. Ama particolarmente attività e giochi creativi, poco strutturati e di movimento.”

  1. b) nelle proposte educative: attenzione, concentrazione, ascolto:

“Virginia è attenta, sa ascoltare intervenendo spesso, dimostrando così di essere una bambina naturalmente curiosa e interessata(praticamente un dito in culo). La sua vivacità non le impedisce di concentrarsi e di realizzare lavori ricchi di particolari, precisi e ordinati. È una bambina estremamente attiva nel ricercare soluzioni e fare ipotesi(per contraddire chiunque, maybe)”.

B ) COMPETENZE ACQUISITE A LIVELLO:

1) PERCETTIVO/MOTORIO

“Si muove con destrezza e abilità (ahahahahahah). Si orienta con sicurezza sia nello spazio che nel foglio. Sa anticipare le situazioni dimostrando una buona percezione temporale. È ugualmente interessata sia ai giochi di grande movimento che ad attività sedentarie e di motricità fine. Sa seriare, ordinare e classificare con disinvoltura( e permanente psicopatia anche negli anni successivi).”

2) VERBALE(comprendere, ascoltare, descrivere, narrare, argomentare, ecc..)

“Virginia ascolta volentieri, è attenta, interviene spesso con domande di approfondimento (come ora, ma lo faccio per interrompere). Costruisce la frase arricchendola con termini appartenenti al dialetto di origine(ueeeee jamme ja!); sa narrare eventi passati e presenti con precisione e ricchezza di particolari (mi, quand a gheva la to età, saltev i foss pral long, a piè peri!). È una bambina che è attratta dalla parola scritta, usa e gioca con le lettere. Sa scrivere il suo nome (quindi giocavo con 6 lettere, eh beh).”

3)GRAFICO/PITTORICO (copia dal vero, disegno a sequenza, decorazioni, ecc..)

“Virginia ama particolarmente (mangiare, ah no) disegnare, dimostrando tutta la sua creatività. Non ha difficoltà sia nella copia del vero che nei disegni a sequenza. Ha uno spiccato gusto estetico(🏼‍♀️) che le permette di essere precisa e attenta ai particolari, valorizzando ulteriormente la sua fantasia. Possiede buona motricità fine e un uso creativo di strumenti e tecniche (il classico metodo a cdc, ovvero “a cazzo di cane”).”

Nelle pagelle delle Elementari ci sono giudizi bellissimi che non si sono poi mai più verificati nel corso della mia storia, se non all’ultimo anno di università, con immensa fatica.

Nelle valutazioni scritte vengono menzionate di frequente “bellissima creatività”, “inclinazione a scrittura, disegno e ricerca scientifica” e “da migliorarsi l’adeguamento al metodo di lavoro proposto”.

Le pagelle del Liceo sottolineano un importante declino accademico, il classico studente che ha capacità ma non si applica. Permane solo “vivacità nel comportamento, da migliorare necessariamente”. A dimostrazione del fatto che le regole le potete imporre a stocazzo ma non a me, dalla notte dei tempi, quando sono nata prima perché secondo me s’era fatta ‘na certa e quindi levatevi che ho deciso.

E ora capisco perfettamente cosa intendano le mie maestre quando le incontro e mi dicono “eri una bambina geniale”.

Significato: “genio”, sost. sing. masch. Per descrivere bambini che avrebbero le capacità per fare semplicemente ciò che viene loro chiesto, ma fanno di tutto per non adeguarsi e ci riescono, facendo altalenare la vita degli educatori tra uno stato di divertita estasi e uno di “mo’ te do ‘n cazzotto a ceppo che te corco”. Es. “quel bambino ha costruito una fionda con le sue stesse caccole: è geniale”.

Comunque, nessun educatore mi ha mai maltrattato.

Tranne quella di Tedesco alle medie. Se mi ricordassi la sua faccia e la vedessi sulle strisce, non rallenterei.

Il commento finale di questa cosa è che, alla fine, sono passati più di vent’anni, ma non è cambiato nulla, a parte l’attitudine al movimento.

Dopotutto, secondo Freud, “la vita è la palingenetica obliterazione dell’Io trascendentale che si genera e si infutura nell’archetipo prototipo dell’antropomorfismo universale”.

Il che vuol dire:

chi nasce tondo, nun pó morì quadrato. Ahó.

Grazie della pazienza maestra Sara , è stata dura, ma ce l’avete fatta.

Un ringraziamento speciale anche a Maria Chiara, che ha raccolto questo pesante testimone, senza tirarmelo in testa con violenza neanche una volta.

Rock ‘n’ roll 🤟🏻“

 


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Sono Virginia Di Vivo, una ragazza come tante altre. Mi piace lo sport. Da quando ho 4 anni gioco a calcio, ma ho ottenuto le mie soddisfazioni anche nel judo dove ho conquistato la cintura nera prima di rompermi le clavicole. Ho tanti interessi, per esempio suono il pianoforte, mi piace molto l’arte e la letteratura e sono innamorata della Medicina. Ho molto da studiare. Ho 26 anni, vivo a Parma, che sento come la mia città, ma sono nata in un piccolo paese in provincia di Napoli, da genitori napoletani. Tutto ciò che sono è frutto del loro lavoro e un giorno vorrei dare loro indietro tutto ciò che loro hanno dato a me. Ho un motto, che mi ha insegnato il mio migliore amico, recita: “Studio tutto il giorno, per avere tutto, un giorno”. Sono molto innamorata dell’amore (sempre “colpa” dei miei), non ho ancora mai capito se preferisco la razionalità o la filosofia. Mi piacciono le persone e cerco sempre di giustificare tutti, andando alla ricerca del perché delle cose, mi aiuta molto la logica, anche se a volte può essere limitante, però è una zona di comfort alla quale non voglio rinunciare. Questo non esclude che a volte io decida di non usarla e dedicarmi all’empatia e all’istinto, che penso siano altrettanto irrinunciabili. Spero un giorno di riuscire a metterli nel mio lavoro. Dalla seconda elementare, come mi racconta sempre mia madre, dico di voler fare “il medico del cuore”, che nel corso degli anni si è meglio definito nella figura del cardiochirurgo. Da un annetto a questa parte sono indirizzata verso la cardiochirurgia pediatrica, che a mio avviso è più interessante dal punto di vista clinico e si sposa abbastanza bene con la mia attitudine. Adoro il profumo dei libri, le camminate in montagna, il silenzio dei musei, il mio fratellone e il mio cane e dico solo queste cose perché non penso sia opportuno andare ad elenchi puntati quando si parla di ciò che si ama e in questo contesto non ci si può dilungare in descrizioni poetiche. Non saprei bene cos’altro dire di me, anche perché ci sono giorni in cui scopro cose nuove che manco sapevo!