Un giorno il vento disse al tenue fuoco:
«Ti chiedo scusa il non soffiarti addosso,
Ho speso tutta l’aria dei polmoni 
Per spingere le vele della Pace.

La guerra non si ferma, è una strage
E ciò che resta lo vedremo infine
Ma già s’avverte il gioco dei quattrini 
Che porteranno pace in controvento».

Il fuoco gli rispose senza indugio:
«Non voglio che tu spenda le risorse
Com’io n’ho spese tante, inutilmente,

Per quegli amanti, ma col cuor di pietra,
Che l’han bruciato senza alcun calore:
Come la paglia in un falò di festa…».

Margherita di Savoia 28/11/25


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Salvatore Memeo è nato a San Ferdinando di Puglia nel 1938. Si è diplomato in ragioneria, ma non ha mai praticato la professione. Ha scritto articoli di attualità su diversi giornali, sia in Italia che in Germania. Come poeta ha scritto e pubblicato tre libri con Levante Editori: La Bolgia, Il vento e la spiga, L’epilogo. A due mani, con un sacerdote di Bisceglie, don Francesco Dell’Orco, ha scritto due volumi: 366 Giorni con il Venerabile don Pasquale Uva (ed. Rotas) e Per conoscere Gesù e crescere nel discepolato (ed. La Nuova Mezzina). Su questi due ultimi libri ha curato solo la parte della poesia. Come scrittore ha pronto per la stampa diversi scritti tra i quali, due libri di novelle: Con gli occhi del senno e Non sperando il meglio… È stato Chef e Ristoratore in diversi Stati europei. Attualmente è in pensione e vive a San Ferdinando di Puglia.

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