“Il Milite Ignoto” è un videopodcast scritto e realizzato da Antonio Memeo in collaborazione con Alberto Matera. Sei minuti da ascoltare con profonda intensità, magari indossando delle cuffie, magari immergendosi in una Storia che ci invita a riflettere, affinché la memoria e il sacrificio non si disperdano, per tramandare il messaggio di chi ha dato la propria vita per la democrazia, per la Libertà.

Ciao, Antonio. Perché hai scelto di dedicare un videopodcast alla figura del Milite Ignoto?

Un giorno ho visto in TV uno speciale sulla storia del Milite Ignoto, storia che conoscevo in maniera superficiale, ne sono rimasto profondamente colpito, ho pensato quanto potente e importante potesse essere se il suo “fantasma” tornasse per raccontare, ne ho sentita la necessità.

Pur non imparando mai nulla dalla guerra, cosa ci insegna questo interminabile secolo di conflitti?

Nulla, non insegna nulla finché i resti mortali di chi ha sacrificato la propria vita non torneranno a parlare, ai giovani, a tutti.

Sacrificio e libertà.  Come mai questi due concetti oggi sembrano autoescludersi nel loro anacronismo?

La memoria storica, il significato di sacrificio che commemora una figura importante della storia italiana con un’imponente cerimonia funebre. Il tema della memoria storica e del sacrificio è profondo e toccante. La memoria storica ci aiuta a ricordare e a riflettere sugli eventi del passato, sui loro impatti e sulle lezioni che possiamo trarne per costruire un futuro migliore. Il sacrificio, in questo contesto, potrebbe riferirsi al sacrificio di vite umane per una causa o per il proprio Paese, come spesso rappresentato nelle commemorazioni storiche.

A chi è rivolto, in particolare, il testo che hai scritto?

Ho realizzato questo videopodcast con la preziosa collaborazione di Alberto Matera, lo doniamo a titolo gratuito a tutte le comunità perché possano divulgarlo a scopo educativo, didattico, che possa, nelle scuole, produrre confronti, dibattiti, perché la memoria e il sacrificio non si disperdano, e che non venga dimenticato il messaggio di chi ha dato la propria vita per la democrazia, per la Libertà.


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Iscritto all'Ordine dei Giornalisti della Puglia, ho iniziato a raccontare avventure che abbattono le barriere della disabilità, muri che ci allontanano gli uni dagli altri, impedendoci di migrare verso un sogno profumato di accoglienza e umanità. Da Occidente ad Oriente, da Orban a Trump, prosa e poesia si uniscono in un messaggio di pace e, soprattutto, d'amore, quello che mi lega ai miei "25 lettori", alla mia famiglia, alla voglia di sentirmi libero pensatore in un mondo che non abbiamo scelto ma che tutti abbiamo il dovere di migliorare.