Tra i preferiti in Italia per le lauree magistrali e adesso anche nel Centro Nazionale per la Mobilità Sostenibile

Il Politecnico di Bari continua ad inanellare una serie di riconoscimenti che premiano l’impegno e la dedizione della sua classe accademica.

Nei giorni scorsi, il quotidiano economico finanziario de “Il Sole 24 Ore” ha pubblicato un articolo: “Per le triennali la scelta è locale per le magistrali pesa il ‘brand’” nel quale classifica il Politecnico di Bari, nella categoria intermedia, “ibride” per l’esattezza quale miglior ateneo del sud Italia per propensione verso le lauree magistrali. Da più di vent’anni, i percorsi di formazione universitaria in Italia, sono stati trasformati dalla riforma del 3+2 che ha introdotto la laurea triennale a cui segue, in molti casi, quella magistrale.

La classifica de “Il Sole 24 Ore” riporta, riflettendo la comparazione temporale: 2012-13 con 2020-21, appositi indicatori determinati dal rapporto, iscritti magistrali/iscritti lauree triennali. In tale maniera viene rappresentata la vocazione dell’ateneo verso maggiori quote di studenti alle lauree magistrali, triennali, oppure “ibride”.

Ebbene il Politecnico di Bari, nella classifica degli atenei italiani fotografati secondo la scelta degli studenti iscritti ai corsi di laurea triennali e magistrali risulta inserito nella categoria intermedia, “ibride”, con coefficiente, 0,96 (dato 2020-21), risultando il miglior ateneo del sud per propensione verso le lauree magistrali. Le altre università pugliesi sono inglobate nella categoria a vocazione lauree triennali. Si tratta di una quotazione molto sintomatica quella che fa il “Il Sole 24 Ore”, tenuto conto che nel nostro Paese si registra una migrazione di studenti da ateneo ad ateneo secondo il doppio percorso di studio. Infatti, non sono pochi gli studenti che scelgono un ateneo su scala locale per un corso di laurea triennale e successivamente dopo la laurea si iscrivono ad altro ateneo per ottenere la laurea magistrale a beneficio del proprio curriculum. Lo studente infatti, che ha conseguito la laurea triennale e magistrale in due università diverse, si presenta sul mercato del lavoro a suo vantaggio, con l’ultimo titolo ricevuto da quella università più riconosciuta e con un brand superiore.

A questa che potremmo definire una “certificazione di qualità”, si aggiunge la partecipazione del Poliba al Centro Nazionale per la Mobilità Sostenibile. 25 università e 24 grandi imprese si alleano in una Fondazione per la mobilità sostenibile, la cui sede centrale è Milano dov’è avvenuta lo scorso 9 giugno la firma dell’atto costitutivo di questa Fondazione (la veste giuridica di questo Centro) che gestirà le varie attività. Al Poliba viene affidato il coordinamento delle attività di due dei 14 nodi nazionali del centro, dedicati ai servizi innovativi per la mobilità, all’idrogeno e ai nuovi combustibili. La missione di questo Centro è chiara e strategica: accompagnare la transizione green e digitale in un’ottica sostenibile, garantendo la transizione industriale del comparto e accompagnando le istituzioni locali a implementare soluzioni moderne, sostenibili e inclusive nelle città e nelle regioni del Paese. Il Centro è, infatti, una risposta concreta ai bisogni di crescita di un settore chiave per l’economia che da solo, si stima, raggiungerà un valore complessivo di 220 miliardi di euro nel 2030, assorbendo il 12% della forza lavoro. Stiamo parlando di quello che in ambito europeo viene chiamato il “Green New Deal”. Sempre più rilevanti sono i temi legati alla decarbonizzazione, alla decongestione delle reti di trasporto, alla mobilità autonoma connessa e smart, alla sicurezza dei veicoli e delle infrastrutture, all’accessibilità, all’inserimento nel mercato di nuove professionalità e competenze. Cinque saranno i vettori del progetto, ovvero le aree e gli ambiti tecnologici di maggiore interesse: mobilità aerea; veicoli stradali sostenibili; trasporto per vie d’acqua; trasporto ferroviario; veicoli leggeri e mobilità attiva.

Il Centro sarà strutturato secondo l’impostazione Hub&Spoke, ovvero con un punto centrale a Milano e 14 nodi distribuiti in modo capillare da Nord a Sud, a garanzia di quel riequilibro territoriale alla base delle iniziative indicate dal PNRR e grande obiettivo di modernizzazione del Paese.

“Come Politecnico di Bari – sostiene il Rettore, Francesco Cupertino – abbiamo la responsabilità delle attività di due dei 14 spoke del centro riguardanti i servizi innovativi per la mobilità e l’idrogeno e i nuovi combustibili, oltre a partecipare agli spoke per la ricerca su materiali innovativi per la mobilità e sul tema delle smart roads e CCAM (mobilità cooperativa, connessa e automatica). Per noi, questa importante iniziativa rappresenta un’ottima occasione per sostenere gli obiettivi di sviluppo della Puglia, in settori strategici e in rapido cambiamento come l’automotive, la transizione ecologica e digitale nella mobilità e, contemporaneamente, consente di contribuire, con le nostre competenze, alla realizzazione del PNRR a livello nazionale».


FonteSkyFrank, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons
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Nato a Bari nel 2003, vive e frequenta il Liceo Scientifico “Leonardo da Vinci” a Bisceglie. Si definisce un amante delle materie scientifiche, pratica il calcio amatoriale e l’attività fisica e tifa per il Milan, per il quale nutre una autentica venerazione. Ama il mare e la campagna, il buon cibo e la vita all’aria aperta. Musicalmente preferisce ascoltare brani italiani, in special modo quelli di Ultimo e Tommaso Paradiso, ma ascolta anche brani stranieri, come quelli di Shawn Mendes e Bruno Mars. Non rinuncia mai ad una serata in compagnia di amici, specie se sono quelli con i quali è facile parlare di sport ma anche di altri piaceri come quelli de la bonne vie. Desidera viaggiare e visitare in particolare le città d’arte. Scrive per esternare le sue passioni.

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