E la tavola della vita offre sempre da mangiare…

Caro direttore,
La resilienza, il coraggio.
Ogni giorno prendere ciò che ci abita dentro e prepararlo a quanto c’è fuori di noi.
Un compromesso, necessario.
Finiamola, senza rispetto per chi ha camminato e cammina, allargare la bocca, da brave prostitute aprirsi per il compenso di una ragione offuscata dal risentimento. Essere atei o agnostici solo per sentirsi diversi e magari migliori.

La storia paragonata ad una ipotesi da verificare.
Cristo come Allah o Buddha.
Non se sono stati dei in vita ma se sono stati uomini prima di essere elevati alla superiorità della perfezione, alla impossibilità di un paragone umano.
Non troveremo un solo fiato, spirito, alito dove tutti cercano da millenni.
Quelli sono luoghi affollati pieni di luce, mentre dentro il luogo comune di un’anima cerca un cartello o segnale che sia di indicazione e guida: spazio così piccolo da necesittare di un fiammifero, una fiamma, della combustione tra il cuore e i muscoli, della forza e dell’angoscia.

Ci sono strade che portano in luoghi lontani, ignoti, viaggi che chiamiamo vacanze.
Ci sono poi mappe senza nomi famosi, la pelle, i sentimenti, le emozioni.
Mi hai scritto “alza lo sguardo” ed io ho guardato un cielo che è tanto per qualsiasi abitante dell’universo, per le stelle e le nuvole e i pianeti.
Chiamiamo quell’insieme appunto “universo” ma gli preferisco l’uomo. L’uomo che non sa dove andare, con chi andare, con chi girovagare, galleggiare e perdersi.

La donna che ti regala una guancia e poi gli occhi e il viso, infine le colline del suo respiro e le montagne delle sue parole.
La donna che resta a letto perché siano le tue mani la sua coperta.
Esiste un verbo, oltre l’amare, l’odiare, il convivere, il separarsi. È il verbo pregare.
Io prego.
Non mi serve una chiesa, ho già una casa.
Mi distanzio da essa ma ci ritorno.
Pochi passi per sentire se il vento e il sole, la notte e il buio vogliono la pace, ambiscano come me alla fine di una guerra inutile che non vede vincitori né vinti ma solo insoddisfatti, digiuni. E la tavola della vita offre sempre da mangiare.


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