Dalla Città Bianca al mare incontaminato

Dici Puglia, dici “la città bianca”: al crocevia tra le ultime colline murgiane e l’Alto Salento, nel cuore della Puglia, equidistante da Bari e Lecce (80km), così come da Taranto e Brindisi (40km), Ostuni è senza dubbio una delle più celebri mete turistiche della regione.

Arroccata su una collina da cui domina la piana di ulivi secolari e l’azzurro dell’Adriatico, le sue case in pietra calcarea sono da secoli dipinte con il bianco della calce viva. Ostuni ha la forma di una torta di panna e la pianta del centro antico è così labirintica che neppure il filo d’Arianna vi impedirebbe di smarrirvi tra le sue viuzze e scalinate.

La “Terra”, così gli ostunesi chiamano il centro storico, è ora un pullulare di locali e negozi, vera anima della movida salentina. Ostuni vanta ben 17 km di coste, dalla spiaggia finissima del Parco Regionale delle Dune Costiere, ai ricami in pietra e le calette della Costa Merlata, con al centro il Porto di Villanova. Ma Ostuni significa anche tanta campagna con Masserie antiche, cinte da fortificazioni, oggi divenute spesso lussuosissimi resort.

Una decina di km più a sud della costa ostunese, eccovi un altro habitat difficile da descrivere in poche righe: vi toccherà perciò visitarlo per scoprirne tutto l’incanto. Si tratta della Riserva naturale statale di Torre Guaceto, una riserva che è un parco nazionale. L’area si estende per circa 1.200 ha; ha un litorale di 8km e si addentra verso la collina per 3km.  La riserva annovera anche 5 isolette allineate parallelamente alla costa. Torre Guaceto è l’unica riserva della penisola italiana ad avere sia una zona terrestre che una marina. Presenta differenti ecosistemi comprendenti le zone A, B e C della Riserva Marina, e la Zona Umida, il cui valore è riconosciuto a livello internazionale. Torre Guaceto signfica acque in cui i pesci nuotano liberi e potrete praticare snorkeling, spiagge purissime, paludi, olivi secolari e una torre costiera d’avvistamento, edificata nel 1531, con l’annesso Centro di Educazione Ambientale del WWF: che aspettate?


FontePhotocredits: Jelly, CC BY-SA 3.0 , via Wikimedia Commons
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La mia fortuna? Il dono di tanto amore che, senza meriti, ricevo e, in minima parte, provo a restituire. Conscio del limite, certo della mia ignoranza, non sono mai in pace. Vivo tormentato da desideri, sempre e comunque: di imparare, di vedere, di sentire; di viaggiare, di leggere, di esperire. Di gustare. Di stringere. Di abbracciare. Un po’ come Odysseo, più invecchio e più ho sete e fame insaziabili, che mi spingono a correre, consapevole che c’è troppo da scoprire e troppo poco tempo per farlo. Il Tutto mi asseta. Amo la terra di Nessuno: quella che pochi frequentano, quella esplorata dall’eroe di Omero, ma anche di Dante e di Saba. Essere il Direttore di "Odysseo"? Un onore che nemmeno in sogno avrei osato immaginare...

1 COMMENTO

  1. Questi sono i miei luoghi del cuore, trasmettono così tanta bellezza che ci si sente rinvigoriti e in pace con mamma natura. Luoghi assolutamente da visitare.

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