Per evitare il mal di testa, scegliamo gelati buoni e mangiamo meno in fretta: l’azoto ci può dare una mano.

Il gelato è un prodotto che più o meno è presente tutto l’anno anche se il consumo maggiore avviene in estate. Ormai ce né per tutti dai classici gusti nocciola e cioccolato ai gusti alla frutta e non solo. Che bello vedere in esposizione nei banchi 1000 gusti diversi e colorati! Gusti anche per i celiaci e intolleranti al lattosio. Ma una cosa che accade a tutti in modo particolare per i più piccoli o per chi è abituato a mangiare in fretta il gelato è l’insorgere improvviso del mal di testa. Quante volte da piccoli ci sarà capitato di scegliere un cono e, anziché gustarcelo lentamente, lo abbiamo divorato, salvo poi correre dai nostri genitori e farci toccare la fronte: “Mamma mi fa male la testa!”… E dopo qualche minuto si riprendeva a mangiare il gelato con calma.

Cosa succede?

Si chiama emicrania da gelato. In passato alcuni medici pensavano al congelamento di alcuni vasi sanguigni, invece secondo recenti studi il freddo causato dall’ingerimento di corpi esterni tipo gelato o bevande ghiacciate dilata l’arteria celebrale che pompa sangue al cervello. Dilatandosi, tale arteria pompa più sangue al cervello causando il dolore. La temperatura bassa del gelato agisce, dunque, da vasodilatatore.

Alcuni rimedi. Come sempre la prevenzione: mangiare lentamente e gustarsi il cremoso gelato, oppure massaggiare le tempie, oppure, nel peggiori di casi, bilanciare la temperatura con un bicchiere di acqua o latte caldo (anche se in estate è dura bere acqua calda!).

Il segreto per un ottimo gelato è quello di essere il più cremoso possibile. Oltre ai prodotti freschi e di prima qualità, l’ingrediente fondamentale deve essere la temperatura: per fare un buon gelato, dobbiamo fare in modo che si abbassi velocemente, ma gradualmente per evitare la formazione di micro cristalli di aria. Questi cristalli di aria col tempo si trasformeranno in piccoli cristalli di ghiaccio visibili anche ad occhio nudo in modo particolare se acquistiamo gelati industriali lasciandoli per molto tempo nel congelatore di casa nostra. Se mangeremo questi gelati ricchi cristalli di ghiaccio, saremo maggiormente soggetti al mal di testa e inoltre mangeremo un gelato dal gusto meno intenso.

Qui interviene la cucina molecolare: l’unico stratagemma sinora che è capace di creare micro cristalli di aria piccolissimi in pochissimo tempo è l’uso dell’azoto la cui temperatura di ebollizione e di – 195 C°.

All università tempo fa l’abbiamo sperimentato con acqua. frutta fresca e zucchero, oppure con un vasetto di yogurt e vi assicuro che la cremosità è unica!

Provate a vedere: