Tuttavia, siam sicuri che stiamo parlando di una stessa famiglia ovvero quella delle normali allergie?

Sempre più spesso, è facile ascoltare storie anomale a riguardo delle allergie. C’è chi è allergico all’acqua, chi alla presenza del colore blu, chi a qualsiasi forma di derivato farinaceo o lattaceo, per passare poi alle comuni polveri e alle comuni allergie primaverili. Tuttavia, siam sicuri che stiamo parlando di una stessa famiglia ovvero quella delle normali allergie?

Chiaramente non è cosi. È opportuno fare una netta distinzione tra le allergie e le intolleranze alimentari.

Qualsiasi forma di allergia parte da una disfunzione del sistema immunitario, comprese le allergie alimentari. Quest’ultima è una forma specifica di intolleranza ad alimenti o componenti alimentari che va ad attivare il sistema immunitario, appunto. Accade che un allergene, il quale è una proteina compresa nell’alimento in questione, che nella maggioranza delle persone è innocua, innesca una catena di reazioni del sistema immunitario, con proliferazioni dell’organismo di una serie di anticorpi. Questi fanno sì che si possa determinare il rilascio di sostanze chimiche organiche, per esempio l’istamina, che danno vita a sintomi allarmistici e di difesa come il prurito, il naso colante, la tosse o l’affanno respiratorio.

L’intolleranza alimentare, a sua volta, non coinvolge il sistema immunitario, bensì il metabolismo. Tipica intolleranza è quella al lattosio. Ecco cosa succede: le persone che sono affette da questo problema hanno una carenza di lattasi, che è un enzima digestivo il quale scompone gli zuccheri contenuti nel latte o in qualsiasi suo derivato; bene, l’intolleranza, seppure non derivante da una reazione immunitaria, può provocare sintomi simili all’allergia, con aggiunta di complicazioni quali nausea, vomito, dissenteria e crampi allo stomaco.

Una prima diagnosi, per riscontrare problemi di questo genere, è la presenza di casi familiari. Infatti nell’eziologia è presente soprattutto la genetica. Un neonato, il quale possiede un genitore allergico, ha il rischio di sviluppare un’allergia due volte superiore rispetto a quei neonati che hanno genitori che non soffrono di queste patologie. Se entrambi i genitori sono allergici o intolleranti, il rischio di un neonato di contrarre la patologia va da 4 a 6 volte in più della media. In base a delle statistiche, l’associazione dell’allattamento al seno materno e dell’allattamento artificiale ridurrebbe il rischio di allergia alimentare.

È possibile, oltre che intervenire farmacologicamente ed evitando i cibi a rischio, anche con utilizzo di erbe medicinali. Tra queste ricordiamo: il cardo mariano, il quale contiene slimarina, un composto che depura il fegato ed ha effetti benefici per chi è affetto da allergie alimentari; estratti di corteccia di pino e semi di uva, che sono potenti antinfiammatori naturali e contengono alte quantità di bioflavonoidi; il gingseng siberiano, erba tonica che irrobustisce le difese dell’organismo; l’aloe vera, la quale in piccole dosi riduce l’infiammazione intestinale; la corteccia d’olmo, che assunta sotto forma di infusi o capsule dà sollievi all’apparato digerente.