La scienza rinnegata e la politica da esoterismo agricolo

Quale credibilità potrebbe mai avere un paese se i suoi decisori autorizzassero e finanziassero, con fondi pubblici, pratiche non solo antiscientifiche, ma schiettamente esoteriche e stregonesche?

La domanda, per gli abitanti del paese di Galileo Galilei e Leonardo Da Vinci, cioè del paese dove è nato il metodo scientifico, sembrerebbe retorica e la risposta scontata.

Invece, lo scorso 20 maggio 2021, la Camera alta del Paese, che ha scoperto il ruolo fondamentale della scienza per combattere una delle più terribili pandemie della sua storia recente, ha licenziato un disegno di legge (ddl) che legittima la pratica dell’agricoltura biodinamica, scaraventandoci d’un sol colpo in un nuovo medioevo culturale.

In pratica, con una votazione plebiscitaria (su 197 votanti, hanno dato parere favorevole al ddl 195 senatori, 1 astenuto e 1 contrario) il Senato ha sancito di fatto la superiorità del cornoletame sulle evidenze scientifiche.

Il grido di allarme era stato lanciato dalla scienziata e Senatrice a Vita Elena Cattaneo (l’unica che ha votato contro il ddl del cornoletame), la quale aveva presentato tre emendamenti volti a eliminare dal ddl almeno il richiamo esplicito e il riconoscimento in via preferenziale a pratiche non solo antiscientifiche, ma schiettamente esoteriche e stregonesche. Un aspetto questo fondamentale sulla base del fatto che il ddl tende ad equiparare l’agricoltura biodinamica alla figlia un po’ più evoluta e cioè all’agricoltura biologica, la quale, pur con i suoi spesso sottovalutati limiti e i sopravvalutati pregi, presenta qualche fondamento scientifico.

Biologico e biodinamico non sono e non devono quindi essere sovrapponibili. Il primo, tra l’altro, è un metodo ben regolato a livello comunitario (tra le fonti primarie il Regolamento 834 del 2007), mentre l’agricoltura biodinamica è certificata con marchio registrato Demeter, una multinazionale con sede all’estero alla quale si pagano royalty.

L’agricoltura biodinamica è in pratica una coltura basata su principi esoterici e di procedure magiche, nata in seguito ad un ciclo di lezioni tenute nel 1924 dal filosofo austriaco Rudolf Steiner e sviluppatasi poi in tutta Europa negli anni a cavallo tra la prima e la Seconda guerra mondiale. L’agricoltura biodinamica, priva completamente di solide evidenze scientifiche, si basa sulle presunte proprietà di alcuni miscugli magici nell’attivare la loro “potenza radiante” nel terreno da coltivare.

I disciplinari internazionali comprendono infatti l’uso di preparati a base di “letame infilato nel cavo di un corno di una vacca che abbia partorito almeno una volta. Il corno, una volta riempito, viene sotterrato per fermentare durante l’inverno e recuperato nei giorni prossimi alla Pasqua per essere sottoposto alla fondamentale operazione di miscelazione e dinamizzazione con acqua tiepida di sorgente, pozzo o piovana, che ha una durata di circa un’ora e può essere effettuata manualmente, ma anche tramite macchine speciali”.

Altri preparati “magici” prevedono di sotterrare vesciche di cervo con dentro dei fiori di achillea, o ancora lasciare della corteccia di quercia a fermentare dentro al teschio di un animale domestico al fine di aumentare la fertilità del miscuglio e del letame e conseguentemente la “potenza fertile” del terreno da coltivare.

Secondo il disciplinare, “le corna di vacca catturano, quando la vacca è in vita, i raggi cosmici affinché, quando sarà morta o a corna espiantate, il letame in quei corni, seppelliti e diseppelliti in funzione di combinazioni astrali, riceverà le forze eteriche astrali catturate dalla punta del corno, aumentando così il potere di quel letame quando è disseminato sul campo”.

Se la potenza “magica” del cornoletame sulle colture non ha alcuna forza scientifica le sue ricadute economiche, sociali e di credibilità del nostro Paese sono enormi.

Le ha esplicitate in maniera inequivocabile la senatrice Cattaneo nel suo intervento al Senato:

Colleghi, rimuovere la parola biodinamica dal disegno di legge, come chiedono i miei emendamenti, non impedisce ai produttori di perseguire queste pratiche e ottenere la certificazione di prodotto biologico (per averla basta rispettare i protocolli), ma esplicitare il riferimento al biodinamico in questo testo di legge avrà l’effetto di dare dignità al cornoletame. Aggiungo anche che si tratta non di equiparazioni tra biologico e biodinamico solo per la parte nella quale il biodinamico mima le pratiche biologiche, ma di una totale equivalenza, al punto che il disegno di legge in discussione prevede che una quota di fondi pubblici venga dedicata specificamente alla ricerca scientifica, alla formazione nel settore biologico e, quindi, all’equiparato biodinamico.

Se quest’equiparazione restasse esplicita (non ci può essere alcun fraintendimento sul suo significato), enti e portatori di interesse potrebbero organizzare corsi e progetti incentrati sull’esoterismo biodinamico con i soldi dei cittadini italiani. Grazie ai fondi previsti dalla legge si potrebbero creare attività e istituire insegnamenti, con tanto di crediti formativi, sulla profondità migliore a cui sotterrare le vesciche di cervo, sulla direzione giusta con cui mescolare il letame o su come meglio orientare la vacca al pascolo perché catturi raggi cosmici”.

Dopo che i nostri politici della Camera Alta hanno dato il loro OK alla pratica dell’agricoltura biodinamica proponiamo, scherzosamente, di introdurre nella pratica biodinamica l’inno esoterico (sulle note di Ufo Robot) per aumentare la “potenza fertile” del cornoletame:

Corno letam corno letam

Si trasforma in concime futile

con circuiti biodinamici

fra i campi sprinta e va…

Si riempie di merda fresca con vescica di cervo maschio

e a inzuppar sui campi va…

L’animale respira aria cosmica

è un miracolo di biodinamica, ma un cervello lui non ha

Ma chi è? Ma chi è?

Corno letam corno letam

Sviluppa forze che sembran fulmini, è protetto da corni termici

di esoterico il campo sa…. (aggiungere testo biodinamico ad libitum)!

Il paese di Galileo Galilei, di Leonardo Da Vinci e di tante menti illuminate, il Paese che ha riscoperto il valore della scienza, non può cadere ancora una volta nell’ignoranza delle opinioni e nel buio della ragione.


FontePhoto by Flash Dantz on Unsplash
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Antonio Musarò
Figlio del Salento, abitante del mondo, esploratore della conoscenza. Laurea in Scienze Biologiche, Dottorato di Ricerca in Scienze e Tecnologie Cellulari alla Sapienza Università di Roma e Research Fellow presso la Harvard University di Boston (USA) dal 1996 al 2000. Attualmente è professore ordinario di Istologia, Embriologia e Biotecnologie Cellulari presso l'Università di Roma "La Sapienza". Le sue ricerche hanno portato ad importanti risultati pubblicati su riviste scientifiche internazionali tra cui Nature, Nature Genetics, Nature Medicine, Cell Metabolism, PNAS, JCB. Da diversi anni è impegnato nella divulgazione scientifica; è coordinatore delle attività di divulgazione scientifica dell'Istituto Pasteur-Italia ed è direttore scientifico della manifestazione “Festa della Scienza” che si svolge annualmente in Salento (Andrano-LE). Il suo motto: appassionato alla verità e amante del dubbio.

1 COMMENTO

  1. Che dire. 195 ignoranti occupano abusivamente un posto in senato. Referendum per l’abolizione di questo parcheggio di raccomandati analfabeti.

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