
Quale metro misurerà il coraggio
di crederci ancora nell’etica umana
in quest’epoca buia
dove un fiore si tinge di nero
davanti ai raggi del sole
e un freddo indifferente
dalla finestra
spesso ti entra nel cuore
e ti prende alla gola
mentre ti senti solo e impotente.
Che rivoluzione dirsi e darsi alla verità,
mentre tutti cerchiamo nel profondo senza saperlo:
quella quiete accesa,
quella quiete assorta
a stendere l’anima,
a rincorrere il vento
per farsi accarezzare dall’idea
di potersi illudere ancora
nella vignetta dei sogni,
da spulciare e conservare
nel libro aperto della vita,
il primo e l’ultimo,
sacro: “destino di fede”.


























