
Il caso Lucano casca come il cacio sui maccheroni per Salvini & Co.
il sindaco di Riace, Domenico Lucano, lavorava forse non per i migranti, ma per Salvini. Aspettiamo il giudizio della magistratura per vedere come stanno i fatti, ma è evidente che l’effetto propaganda porta acqua al mulino dei patrioti (minuscolo). Se fosse colpevole, il sindaco avrebbe solo confermato che, attorno all’emigrazione ronza la malavita, e di conseguenza il Truce prenderebbe due piccioni con una fava. Ma la colpevolezza è tutta da dimostrare, il Gip ha già contestato ai pm sette accuse, tacciandoli di errori grossolani. Ma dell’indagine a Salvini e ai suoi scherani non importa nulla. A loro basta la bolla che scoppia, non il contenuto, né le garanzie processuali. L’uomo che se ne frega ha già emesso la sentenza, e sfida i Buonisti a parlare, a difendersi dalle accuse di favoreggiamento ai clandestini.
Io non sono un Buonista, ma sto con i negri: non sto con Salvini, e aspetto il giudizio su Lucano. L’eterna campagna elettorale del ministro è, infatti, truffaldina e in malafede. Io sto con i negri, non con la malavita o con i trafficanti di clandestini. Chiudere porti e frontiere perché ci sono i profittatori è un imbroglio. Se c’è un banchiere che ruba, chiudiamo le banche? Se c’è un medico disonesto, chiudiamo gli ospedali? Se c’è un partito che ruba i soldi allo Stato, come ha fatto la Lega con i 49 milioni spariti, chiudiamo i partiti? La risposta è no. Chi sbaglia paga, e la Lega pagherà a rate fino al 2094, continuerà a fare politica e i partiti tutti saranno salvi. Così i colpevoli giudicati e condannati pagheranno, e questo non ci autorizzerà alla soluzione finale: annegare i negri, come vorrebbe qualcuno, e come sta accadendo negli ultimi tempi.
Ma la verità salviniana è un’altra. Il caso Riace casca come il cacio sui maccheroni nel giorno della ‘rottura” sulla legge finanziaria con l’Europa, dello spread oltre i 300 punti, con i debiti che crescono a miliardi, con i muti più cari e con il rischio-Grecia, nonostante lo squittire del “ministro” Di Maio, e nonostante il fantasma Conte che spiega a Mattarella come volano gli asini nel suo governo. Salvini sa bene che anche le aziende del suo Nord cominciano ad averne le tasche piene, di questo governo-macchietta napoletana. Dunque, il ministro riparte, appena può, sui temi dell’invasione dei clandestini, dei migranti economici, dei rifugiati che, tutti, per lui pari sono. L’interessante è che portino voti a lui. E che gli altri, a cominciare da Giggino, si grattino la rogna delle promesse elettorali che fanno salire lo spread.
La posta in gioco per i nostrani sovranisti, insieme ai vari Orbán, è impadronirsi dell’Europa per scassarla, uscire dall’euro e rifare le piccole patrie, cioè l’Italietta. Ma è più facile che ci tocchi prima un passaggio lacrime e sangue come fu per la Grecia. Ahimè!



























Sei troppo fazioso e poco professionista per questo motivo.Il giornalismo libero e non schierato e altra cosa.Non è per te.
Un ministro che emette sentenze prima dei giudici è un fascista. E io contro fascisti e razzisti sono fazioso, si.
Voi della sinistra siete tanto bravi ad accogliere migranti. Aprite le vostre porte di casa ed accogliete tutti