Una mattanza. Undicimilaottocentottanta volte grazie alla signora Elisa per non aver colto nessuna delle perle di saggezza rivoltele dai “sig. Cianno”

 

Ho ricevuto una telefonata che verteva assolutamente su fatti privati o, più semplicemente, nostri. Non so neanche come sia venuto fuori il nome Carola. Una battuta fra noi che sottolineava tanto la grandezza di quella ragazza, quanto l’immensità di tutto ciò che ci stavamo dicendo, che con Carola non aveva niente a che fare ed a cui la conversazione è tornata immediatamente, tanto da finire in una risata.

Chiamata terminata, apro facebook: compare il buon Matteo, due foto di Carola, una bella scritta rossa: “ARRESTATA” e la descrizione, breve ma intensa, su come fosse andata.

Mi parte il ditino sui commenti, perché mica era Carola ad interessarmi. Lei è una di quelle venticinquenni per cui qualunque uomo con un minimo di sano raziocinio potrebbe anche solo cerebralmente tradire la propria donna, pur amandola. Ed avrebbe ragione! Emblema, Carola, non ha bisogno di parole mie.

È la gente che mi perplime. Non mi sconvolge, non mi sciocca, non mi destabilizza: davvero mi perplime.

In mezzo a quel non meglio specificato marasma di persone che si dicevano pronte a pregare per la salute del buon Matteo (e per certi versi prego anche io non gli venga la febbre, non vorrei mai dover vedere pubblicata pure una sua foto mentre si mette una supposta di paracetamolo… Matteo è social, io molto meno), c’era la signora Elisa Zapparoli che esprimeva solidarietà per Carola, per il  suo comportamento cristiano e le garantiva che nessun cristiano vero – non millantatore – , l’avrebbe abbandonata al suo destino.

Ed è qua che cascano gli asini, ma proprio gli asini-ciucci veri. Non quelli di fatica, ma i ciucci all’ennesima potenza intesi, che poveri ciucci quadrupedi non se lo meritano questo paragone:

  • Elisa Zapparoli sei una stronza demente.

(Quattrocentosettantasei reazioni fra like, cuoricini e risate);

  • Elisa Zapparoli fatti curare.

(Trecento e passa reazioni; scusate il numero approssimativo, ma non vedo le cifre con precisione poiché, mentre scrivo, sto analizzando questi dati scientifici dall’Iphone e il display fa strani scherzi);

  • Elisa Zapparoli ti manderei in Africa per quello che dici. Cambia droga. (Trecentosettantuno reazioni);
  • Elisa Zapparoli portali a casa tua, santa dei miei c…i.

(Trecento e passa reazioni);

  • Elisa portali tutti a casa tua… magari ti regalano qualche gioia con il loro bigbambu che cianno in mezzo alle gambe… e da come parli tu, ne hai taaaanto bisogno.

(Duecentosessantadue reazioni. Permettete che mi difenda, ho una reputazione: l’ho citato testualmente, io non c’entro con i Sig.ri Cianno);

  • Elisa Zapparoli purtroppo qui si parla di legalità, la religione lasciamola stare. (Centosettantotto reazioni. Scusate, ma Matteo non è il “Signor Governo”? Perché, allora, bacia il crocifisso mentre fa un comizio politico? E niente, mi perplimo);
  • Elisa Zapparoli, grande esempio di farisea, lei e chi le va dietro.

(Venti commenti. Ci sta il numero esiguo; fariseo è un termine complicato, quindi già troppo vederlo scritto. Qui, però, si tocca il mio e un poco mi offendo: i farisei non erano quelli che dovevano rispettare la legge, anche a costo di vite umane? E Matteo non è questo che vuole? Legalità, legalità, nient’altro che legalità? Dico lo giuro. Sì, lo giuro, quattro cose dalla Bibbia le ho imparate ed i farisei erano quello. Elisa Zapparoli è pro illegalità, non può essere farisea);

  • Elisa Zapparoli io non darei mai la mia vita per un migrante.

(Solo quattordici reazioni. Pochine, ovvio, questo signore non offendeva gratis. Diceva il suo, pace. Ognuno hai i suoi difetti, peccato);

Mi sta venendo l’artrite alle falangi per copiare. Mi fermo, ho a cuore le mie dita. Sono undicimilaottocentottanta i commenti e aumenteranno.

Ancora altro tempo devo impiegare? Ma anche no!

Io non sto scrivendo per Carola, Carola non ha bisogno delle mie parole.

Io sto scrivendo perché voglio dire undicimilaottocentottanta volte grazie alla signora Elisa Zapparoli per non aver colto nessuna di queste perle di saggezza.

Non ho la più pallida idea di chi sia questa donna, ma non credo la dimenticherò.

Aveva espresso un’opinione e lo aveva fatto usando il suo credo, peraltro lo stesso tanto decantato dal buon Matteo.

Una mattanza.

Posso confessare che sto ridendo? Io sono credente, profondamente credente. E se rido è per merito della mia fede, che in questo momento sta dando un colpo di bisturi, senza uso di anestesia, alla mia disperazione, dicendo: sono ignoranti, non possono andare lontano.

E allora, Dio mio, cambio registro e ti chiedo un’altra cosa: aiutaci a fare presto, perché nel tempo che impiegheranno per non andare lontano, avranno fatto uno sterminio.

Aiutaci a non conceder loro altro tempo e poi perdonali, perché non sanno quello che fanno.

Ma prima, illuminali, in modo che capiscano e da soli, davanti allo specchio, si prendano a randellate!


FontePhotocredits: pixabay.com
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Myriam Acca Massarelli
Sono una frase, un verso, più raramente una cifra, che letta al contrario mantiene inalterato il suo significato. Un palindromo. Un’acca, quella che fondamentalmente è muta, si fa i fatti suoi, ma ha questa strana caratteristica di cambiare il suono alle parole; il fatto che ci sia o meno, a volte fa la differenza e quindi bisogna imparare ad usarla. Mi presento: Myriam Acca Massarelli, laureata in scienze religiose, insegnante di religione cattolica, pugliese trapiantata da pochissimo nel più profondo nord, quello da cui anche Aosta è distante, ma verso sud. In cammino, alla ricerca, non sempre serenamente, più spesso ardentemente. Assetata, ogni tanto in sosta, osservatrice deformata, incapace di dare nulla per scontato, intollerante alle regole, da sempre esausta delle formule. Non possiedo verità, non dico bugie ed ho un’idea di fondo: nonostante tutto, sempre, può valerne la pena. Ed in quel percorso, in cui il viaggio vale un milione di volte più della meta ed in cui il traguardo non è mai un luogo, talvolta, ho imparato, conviene fidarsi ed affidarsi.

9 COMMENTI

  1. Brava
    Continuò a dire che qui non si tratta di invocare leggi divine come fa Antigone ma leggi del nostro ordinamento costituzionale e internazionale come fa Porzia nel Mercante di Venezia
    Uno dei più grandi giuristi del Novecento, Tullio Ascarelli, perseguitato dal fascismo, compie un bellissimo parallelo fra le due eroine che merita di essere riletto
    Sabino Fortunato

    • Ho letto qualche tempo fa un intervento riflessivo sul caso Taricco, epoca 2017, dal titolo “Tra Antigone e Creonte io sto con Porzia” e Lei stuzzica la mia curiosità. Approfondirò. Grazie 🙂

  2. Chi parla di ciucci dovrebbe provare a scrivere dimostrando di non esserlo…

    Dal sito dell’Accademia della Crusca:
    “L’impiego del verbo perplimere è dovuto alla prosa creativa del comico Corrado Guzzanti, che lo ha lanciato nei primissimi anni Novanta, nella trasmissione televisiva “Avanzi”. La parola venne inserita in uno dei dialoghi fra il personaggio Rokko Smitherson e Serena Dandini, ed ebbe talmente successo che fu più volte riutilizzata nella trasmissione, con ricchi esempi nella coniugazione (perplimere, perplimo, perplimete, perplèi, perplime[re]) e nelle varianti (perplesse). […]
    perplimere nasce certamente come parola effimera, ma la sua tenace persistenza la rende linguisticamente interessante; per cui non se ne può negare, come fanno alcuni, l’esistenza, ma se sia o meno destinata ad entrare nei vocabolari è una risposta che può essere data soltanto dalla continuità e dall’ampiezza della sua diffusione nei prossimi anni.“

    • Non so esprimere quale piacere io provi nell’avere dimostrazione di quanto i lettori siano arguti ed attenti al punto di notare una citazione di Guzzanti: sottigliezza non da poco, la Sua. Certo, il fatto che nei primissimi anni novanta non fossero diffusi i social, non ha aiutato il buon Corrado. Immagino che se Twitter fosse esistito, come nel 2009 ai tempi del conio di “hashtag” (in Treccani dal 2012), “perplimere” avrebbe almeno avuto le sorti di “petaloso” che, ahimé, è riuscito ad essere riconosciuto quale neologismo nel 2016, ma non ha sfondato le porte dello Zingarelli. Pertanto, amante quale sono delle “vecchie guardie”, sono proprio contenta che Lei se ne sia non solo accorto, ma lo abbia reso pubblico. Chissà che non si diffonda oltre. Grazie!

  3. Buongiorno. Io un po’ come la signora Elisa…sono stata definita pubblicamente criminale perché su fb ho espresso il mio essere a favore della vita, perché ho affermato che, mentre i politici italiani ed europei giocano a ping pong, mentre noi dietro la tastiera perdiamo tempo a incriminare, ad accusare ad offendere senza suggerire soluzioni concrete al problema immigrazione, ci persone in mare che rischiano la vita. Se questo vuol dire essere criminale, sono fiera di esserlo.
    Buona giornata

    • Ed io, naturalmente, ugualmente fiera mi dico… i giudizi affrettati e privi di fondamento alcuno, a partire dalla buona educazione, si distruggeranno da soli. Un abbraccio

  4. Signori, io non ho account FB, ignorate tale strumento internet e rendetevi conto che siete strumentalizzati ora da una parte politica ora dall’altra.
    Aggiungo cara e brava Myriam che: non hai idea di quanto sono cattivi i commenti che chi appoggia Carola rivolge contro chi non l’appoggia. Io non avrei fatto proprio questo articolo perché è fazioso e tradisce per l’ennesima volta, la non libera linea editoriale di Odysseo.it.
    Mi spiace direttore. Odysseo non riflette più sull’uomo, ma riflette contro il governo italiano mascherando gli articoli in salsa umanista, costituzionalista. Come dire: il classico atteggiamento pseudo culturale della peggiore sinistra italiana.
    W F.B. uomo di sinistra, non FBook 😉

    • Caro Nunzio,
      se è mi è permesso ancora dare del tu a chi è stato mio alunno e del cui affetto sempre mi sono pregiato: non è la prima volta che tu chiami in causa la “non libera linea editoriale di Odysseo”, per cui sono costretto a risponderti anche se, come tu sai, in genere non lo faccio.
      Potrei, in modo molto semplice, farti subito notare un dato: ci sono ben 112 tuoi commenti, tuttora online, e tutti approvati da me, sebbene sistematicamente demoliscano, con ragionamenti spesso opinabili, quanto appena da noi pubblicato. Chiedo: ti sembra che un “non libero giornale” commetterebbe mai una sciocchezza simile?
      Ancora: Odysseo ha negli anni pubblicato articoli fortemente critici del precedente governo, sono tuttora visibili, così come ce ne sono altri che criticano l’attuale governo; ti chiedo: l’art. 21 della Costituzione è ancora vigente o si può solo pubblicare ciò che fa piacere al tuo immaginario culturale?
      Vedi, Nunzio, ti faccio queste domande per provare a spiegare la “non linea” del giornale che rappresento. Invece, nulla ho da dire per difendere il mio “atteggiamento pseudo culturale della peggiore sinistra italiana”, come tu, così generosamente, lo definisci. Se tanto mi merito, pazienza. Non è di me che si discute, ma dell’impegno che quasi 200 autori, da 5 anni, profondono gratuitamente per mettere in circolo delle idee che tu bellamente qualifichi come spazzatura.
      Ma ti dirò altro: io mi vanto di ciò che tu mi/ci rimproveri. Sono fiero di potermi dire erede della tradizione umanista e innamorato della Costituzione (nel caso di specie, basterebbe citarne l’Articolo 10: “L’ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute. La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei trattati internazionali”).
      Ti dirò di più: sono fiero di riconoscermi nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e sono fiero di credere nella regola aurea: “Non fare a nessuno ciò che non vuoi sia fatto a te”.
      Se per essere tutto questo, devo apparire illiberale e antigovernativo, me ne farò una ragione, in attesa che chi rappresenta le Istituzioni la smetta di twittare o postare su fb (e già: non è solo la “peggiore sinistra” a usare Fb!) e ci dica, finalmente, come intende onorare il ruolo istituzionale che ricopre.
      Con immutato affetto, per quanto con cuore ferito, ti saluto.

  5. Gentile Nunzio,
    è probabile che la scelta (legittima) di non avere un account FB La tenga lontano dagli aggiornamenti che i rappresentanti di governo, puntualmente e molteplici volte al giorno, ci forniscono sul loro operato.
    Così facendo, autorizzano concordi e discordi ad esprimere pubblicamente ed in modo pressoché virale la loro opinione (esattamente come Lei ha appena fatto) e, proprio perché conscia di quanto l’uomo in genere sia incline a trascendere, ho dovuto, mio malgrado, leggere gratuite offese scagliatesi contro una delle tante Elisa e contro un pensiero chiaramente, ma con il dovuto rispetto, espresso. E, badi bene, non il dovuto rispetto ad un qualche ruolo, ma quello dovuto a chiunque legga.
    Se la mia “politica di espressione” risulta “faziosa”, quindi “incline ad un settarismo intransigente e intollerante” e deve essere definita tale perché esprime totale dissenso contro un atteggiamento lesivo della nostra Costituzione, io non ho molto da ridire.
    Nondimeno, se è vero, come è vero, che il diritto alla libera espressione, implicitamente (e neanche tanto implicitamente) garantisce il diritto alla libera risposta, l’ingiuria è il reato (oggi depenalizzato) commesso da chiunque offenda l’onore e il decoro di una persona presente; in caso di assenza del soggetto passivo, parleremmo di diffamazione (in questo caso reato ancora considerato tale), concetto valido tout court e senza limiti di etnia, credo politico e religioso. Orbene, la signora Zapparoli aveva avuto esclusivamente il torto di aver espresso una solidarietà contraria all’opinione di governo e di averlo fatto senza ledere l’onore di alcuno. Pertanto, l’accanimento gratuito, irrispettoso della persona umana e, molto più semplicemente, del tutto ineducato, verbalmente violento ed evidentemente ignorante, per quel che mi riguarda, non può e non deve passare sotto silenzio.
    Specie perché le signore Zapparoli sono molto più d’una e, se avesse avuto modo di leggermi in passato, saprebbe che ritengo inesistenti le categorie: uomini, donne, bambini, comunisti, fascisti, grillini, africani, italiani, tedeschi, capitani, finanzieri, agricoltori, magistrati, muratori, prima di essere qualsiasi altra cosa, sono persone.
    Io sono persona. E sono prossima al mio tu, come il mio tu è prossimo mio.
    La saluto cordialmente.

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