
Abbiamo vissuto momenti di buio fitto, la settimana scorsa, quando la professoressa Chiara è stata accoltellata. Per fortuna, le sue parole di Luce ci hanno subito risollevato. Per fortuna, ci sono e ci sono sempre stati Maestre e Maestri luminosi.
Uno di loro, un Maestro nel vero senso della parola, era il Maestro Gino, Luigi Di Schiena.
Siamo grati al suo alunno Filippo, e a tutta la famiglia del Maestro, che ci consentono di pubblicare questo suo ricordo.
Carissimi Mariangela, Emiliano, Michele, Raffaele, grazie per avermi concesso questo momento. A voi e alla famiglia Di Schiena tutta, va il mio fraterno pensiero di vicinanza e affetto.
Ho la pretesa, ma anche la certezza, di poter parlare non solo per me, ma anche per tutti coloro che sono stati alunni del maestro Di Schiena.
Caro Maestro…
“Maestro”, così ti abbiamo sempre chiamato.
La parola “maestro”, dal latino magister, etimologicamente significa “il più grande” o “superiore”, indicando colui che eccelle in una materia, possiede autorità e trasmette conoscenza.
E anche se penso che per certi versi la parola Maestro sia nel tuo caso riduttiva, perché Tu eccellevi non in una materia, ma in tutte, e perché la tua non era autorità, ma autorevolezza, credo comunque che questa parola si addica perfettamente al tuo ruolo e al tuo essere: Tu, il più grande; Tu, colui che ha trasmesso conoscenza.
Ma, oltre che Maestro, Tu sei stato anche insegnante, nel suo significato più profondo: in-segnante, colui che segna dentro.
Quel segno, a volte silente a volte evidente, ha accompagnato noi, tuoi alunni, durante tutto il percorso della nostra vita. E se qualcosa di buono abbiamo fatto in questo percorso, in quel qualcosa c’eri certamente anche Tu.
No, non sto enfatizzando, ve lo assicuro, perché altrimenti non si spiegherebbe come sia possibile che ad oltre 40 anni di distanza, quel segno si faccia ancora sentire, vivo e pulsante: oggi, come una ferita che piange, da domani, come un buon proposito da tenere a mente, da portare a termine, nel Tuo nome.
Oggi, noi, tuoi alunni, salutiamo Te, il Maestro, il più grande.
Ti salutiamo, ma restano in noi i tuoi segni, incisi da te con strumenti d’amore, quel grande amore di cui eri capace.
Grazie per averci insegnato la curiosità, l’ironia, la dignità, il coraggio, la giustizia, l’impegno, la generosità, il garbo, il garbo, il garbo …e l’amore, non solo con le tue parole, ma, soprattutto, con il tuo esempio.
Grazie, per sempre, caro Maestro.
Filippo Galentino


























