Seduta comoda alla poltrona posta al di là della sua scrivania, Lena lo guarda e ascolta attentamente le sue parole.

Il tono della sua voce è pacato.

Chiacchierano; del più e del meno.

Ed è strano perché lei era lì per altro.

È strano perché in fondo loro sono due sconosciuti uniti da un rapporto formale, che di amichevole non avrebbe dovuto aver nulla. Due sconosciuti al loro secondo incontro.

– Ha mai visitato Lisbona?

– Mai stata lì.

– Credo le piacerebbe.

– Guardi qua – e intanto smuove il mouse del suo pc, il monitor si accende e lui digita il nome di un importante monumento – guardi- le dice spostando il monitor verso di lei.

– Interessante- fa lei, sporgendosi in avanti per guardare meglio.

E lui dà il via ad una puntuale descrizione del monumento in questione – Meglio della guida Touring Club – pensa Lena.

– Dovrebbe visitare quella città. Sì, dovrebbe proprio farlo. Sono certo le piacerebbe. Ci pensi la prossima volta che decide di fare un viaggio.

Poi è Lena che parla delle sue mete preferite, di ciò che la attrae in un luogo, le strade nascoste, i vicoli, i piccoli giardini che spuntano all’improvviso tra i vecchi palazzi.

Lo sguardo le cade sull’orologio: sta scadendo il tempo del parchimetro.

– La saluto ora – dice lei che al pensiero di una multa proprio non regge e in quella città sembra che gli ausiliari del traffico abbiano il sesto senso per i grattini scaduti. Dopo cinque minuti è già pronto il verbale di contestazione –  Che cavolo –  ci è rimasta secca più di una volta.

Sta per alzarsi e lui la interrompe.

Allunga la mano verso qualcosa accanto a lui e   glielo  passa.

– Anche io ho qualcosa per lei.

– Per me? – lei si ritrova con un oggetto tra le mani, incredula. Non parla più, che ultimamente le succede spesso che, di fronte ad una grande emozione, le parole si rintanino e lei rimanga muta.

Mille pensieri le affollano la mente insieme al ricordo di tutte le volte in cui si era sentita imbarazzata dalla semplice offerta di un regalo.

Non è mai stato facile, per lei, accogliere, ricevere. Più brava nel dare. Poi, con il tempo, ha compreso il perché. Sempre quella storia del valore che attribuiamo agli altri meno che a noi…sì, sempre quella storia, insieme ad altre che seminano nella nostra vita le cause per ciò che sarà.

Adesso ha imparato.

Abbassa gli occhi a guardare ciò che le è stato donato. E’ Una piccola barca a vela di ceramica. Porta la firma dell’artista. La sua firma.

– Grazie – sussurra appena – è un bellissimo pensiero, di buon auspicio –aggiunge sorridendo.

– È la mia passione. Diciamo che è il mio modo per alleggerire l’anima, plasmare l’argilla.

Qualche commento sull’oggetto, un ulteriore ringraziamento per il pensiero e poi lei va.

Arriva alla macchina con quel dono inatteso tra le mani. Apre lo sportello. Si siede. Poggia il suo regalo sul sedile accanto. Gira la chiave. Parte.

Qualche minuto, neanche il tempo di uscire dal traffico cittadino, e già piange. Lacrime silenziose e sommesse.

Di tanto in tanto tira su col naso e si asciuga gli occhi con il dorso della mano, lo sguardo fisso alla strada che la riporta verso casa.

George Gray

Antologia di Spoon River

[…]
una barca con vele ammainate, in un porto.
In realtà non è questa la mia destinazione
ma la mia vita.
Perché l’amore mi si offrì e io mi ritrassi dal suo inganno;
il dolore bussò alla mia porta, e io ebbi paura;
l’ambizione mi chiamò, ma io temetti gli imprevisti.
Malgrado tutto avevo fame di un significato nella vita.
E adesso so che bisogna alzare le vele
e prendere i venti del destino,
dovunque spingano la barca.
Dare un senso alla vita può condurre alla follia
ma una vita senza senso è la tortura
dell’inquietudine e del vano desiderio –
è una barca che anela al mare eppure lo teme.

Edgar Lee Master


FonteIn copertina Van Gogh, Barche da pesca sulla spiaggia di Saintes Maries de la Mer, 1888
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Paola Colarossi
Sono Paola Colarossi, Insegno matematica e scienze presso un Istituto comprensivo di Andria e mi piace scrivere... Dal 2005 al 2009 ho collaborato, in qualità di redattrice dell’ambito scientifico, alla stesura di “Eirene” foglio di ricerca e cultura della pace, una pubblicazione periodica promossa dell’Assessorato alla Pubblica Istruzione e Cultura del Comune di Andria, in collaborazione con la Sezione di Pedagogia Interculturale dell’Università di Bari. Dal 2010 al 2012 , sempre con la stessa qualifica ho collaborato con la rivista “Scuola e Didattica”, editrice La Scuola, Brescia. Poi il grande salto... Nel 2012 ho scritto il mio primo libro “ E’ solo questione di tempo. La mia vita, una favola” edito da Etet, Andria , pubblicato nel 2014 e da allora gestisco una pagina facebook a mio nome all’indirizzo https://www.facebook.com/paolacolarossiHo partecipato all’edizione 2014 di “Libri nel Borgo Antico, conversazioni con gli autori nelle piazze del centro storico”, manifestazione pubblica del Comune di Bisceglie. E adesso...eccomi qua!