“Oggi mi sento triste nel pensare che lo sfregio a dei simboli della nostra religione abbia scatenato frasi di odio e di paura verso dei nostri fratelli”

Appuntamento con Dio, è domenica 22 luglio 2018, appena mi sveglio la domenica penso che è la giornata dell’incontro della comunità con Dio, è il giorno di festa, è il giorno del riposo.

Ti alzi e dopo il ringraziamento di un nuovo giorno da vivere cerco di ascoltare a che ora i miei vogliono andare a messa. Non vado senza loro perché non posso e non voglio, amo quel momento di unità familiare davanti al mio Dio.

Oggi penso sia giusto pregare col cuore in mano e ascoltare la Santa Parola, e tapparsi le orecchie e gli occhi per non leggere e non sentire le malvagità che sono state sussurrate a gran voce nei giorni scorsi tra le strade della nostra città.

Una città che amo, che ha accolto il mio autismo e mi permette di poter scrivere queste righe…

Una città dove ho avuto più sorrisi che sguardi di pietismo, una città che, nonostante le rigidità culturali e professionali, mi ha permesso di formarmi, perché ha superato i pregiudizi.

Oggi mi sento triste nel pensare che lo sfregio a dei simboli della nostra religione abbia scatenato frasi di odio e di paura verso dei nostri fratelli. Paura, paura di riuscire a guardare oltre il colore della pelle o del disagio psichico, di non vedere in entrambi i casi il volto di un uomo da aiutare, perché penso che chi si abbassa a fare un gesto del genere è una persona che ha bisogno di aiuto.

Poi la paura entra in noi e fa innescare le micce dell’odio, dell’arroganza, e le parole escono come un torrente in piena che porta con sé tutto quello che si trova innanzi.

Ma se oggi, giorno di riposo e di riflessione, preghiamo e facciamo in modo che la grandezza dell’amore di Dio spazzi via la paura e la sostituisca con la misericordia e con l’amore, possiamo santificare la domenica.

Buona domenica a tutti.


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Presentazione poco presentata! Pensare di presentarmi mi sorprende! In genere sono presentato o da scartoffie o da qualcuno che riesce ad usare la voce e il mio compito è di testimoniare chi sono. Quindi sono in confusione. Vi dico solamente che mi chiamo Carlo Ceci Ginistrelli, sono andriese e sono fiero di esserlo, e che sono nato il 3 aprile 1993 . Il resto questa volta lo scoprirete strada facendo.

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