Donne inquiete e coraggiose le protagoniste del romanzo “Voci dal mondo antico”, pubblicato da Les Flaneurs e scritto dalla bravissima Chiara Pepe, laureata in Scienze storiche, con numerose pubblicazioni in attivo

Cos’è l’amore quando, furia cieca, trascina fino alla morte? Può un sentimento violare la pudicizia? Tante volte Boudicca chiede perdono alle sue amate figlie per non essere riuscita a frenare la violenza malsana. Forse, non si è mai invincibili e l’odore acre della fragilità sgozza con impeto le speranze prendendosi tutto, anche la dignità. Con parole ossequiose, seducenti, in un andirivieni di decenza e scandalo, l’autrice ostracizza il lato torbido delle cose. Ottavia sa come scrutare il mondo e intuisce quando la posta in gioco è la sua stessa vita. Il naufragio è certezza di condanna, ma come fuggire da un dolore sparso qua e là?

Il silenzioso congedo è un forzato allontanamento dalla gloria e dalla felicità mai incontrate fra terribili vapori d’anima. “Ti detesto, Enea! Ti detesto per l’amore che continui a negarmi” urla Didone sopraffatta da tutte le sue remore e lontana dalla promessa di fedeltà a Sicheo. Quanto vale un tempo che non salva e non redime dalla colpa? La notte sconquassa e il territorio del cuore non ha una posizione strategica da cui difendersi: nelle trame fosche della quotidianità il desiderio non dà tregua. Può essere il buio riparo dalle lacrime? Può profilare agli occhi stanchi una ricompensa che tarda ad arrivare? Penelope accenna ad un’attesa che non si compie.

Quanta importanza hanno gli affetti? E quanto sono fredde le notti usurate dalla paura? Contro i muri della realtà la lucidità, le ferite, le debolezze annaspano. È un’umanità travolta quella che non osa più sperare. Le urla riecheggiano, le macerie sedimentano, la tempra degli animi sfuma, le virtù lenitive scorrono. In quanti giorni di sole continua l’arte di chi sa prendersi cura con pazienza delle cose? Persefone sa che il tempo è misura del cambiamento e che nella danza delle ore le schegge di luce, per quanto dissimili, mutano i cieli. Com’è quando il respiro tange il volto? Perché l’arroganza si confonde con l’autorevolezza? Il lettore si perde nei meandri di stupefacenti profondità d’anima laddove si è costretti a fare i conti con la risolutezza degli dei.

Qual è il turno esatto per essere felici? Quale l’istante per non crucciarsi? La visione deterministica del mondo circoscrive i fenomeni in categorie ma, quando i passi si incontrano, quando le elucubrazioni si sgretolano, quando l’amore è un dardo che trafigge, l’effigie dei sorrisi non ha il chiarore dell’alba e conduce alle tenebre della bramosia e ad angusti presagi. L’amore è una bellezza vorace che avvinghia i pensieri. Come recuperare il bene? E perché il prezzo da pagare è la solitudine? Psiche soffre mentre il vento spira sulla sua pelle. Gli spiriti buoni sono quelli che fanno incontrare la benevolenza ma per rammendare il filo della speranza, tremende sono le prove da affrontare. La vita increspa, frustra, invade, avvolge, cinge.

La verità è una ferita che brucia ma, se il bene esiste davvero, va elargito e vissuto, oltre il fragore dei rancori, oltre le tempeste di sabbia. Shahrazad può alla fine abbracciare la felicità. Statira sa che la bellezza di Alessandro è una di quelle dannate. La vita dona e sottrae e il paradosso della finitezza umana è che l’essere in guerra con se stessi alla fine avvelena. Il mondo che ronza oltre il tremore è lo stesso per cui vale la pena lottare in un fil rouge di partenze e ritorni. È nell’animo il seme più grande!

 


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Angela Aniello
Angela Aniello è nata a Bitonto nel 1973, si è laureata in Lettere classiche e dal 1998 insegna nella scuola secondaria di primo grado. Da tempo si dedica alla scrittura come vocazione dell’anima. Ha pubblicato nel 1997 il racconto “Un figlio diverso” edito da Arti Grafiche Savarese e, nel 2005, ha pubblicato anche una raccolta di poesie dal titolo “Piccoli sussurri” edito da Editrice Internazionale Libro Italiano. Ha vinto il concorso nazionale Don Tonino Bello nel 1997 e nel 2004, ha conquistato il secondo premio a un certamen di poesia latina, Premio Catullo ad Acerra (Na) e nel febbraio del 2006 è arrivata il suo quarto premio al concorso di poesia d’amore Arden Borghi Santucci. Quest’anno (precisamente a giugno 2018) ha vinto il terzo premio di poesia e il primo premio per il racconto “Anche la paura puzza” al Concorso “La Battaglia in versi”.

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