Pluripremiato a diversi concorsi anche internazionali, il videoclip “Veleno a ricreazione” è diretto dal docente di musica Mino Porcelli che, avvalendosi della collaborazione delle insegnanti Filomena Stellino e Rita Napoletano, ha realizzato, con gli studenti dell’Istituto Comprensivo Bovio Mazzini di Canosa di Puglia, un corto musicale sulla sostenibilità ambientale

Ciao, Mino. Perché hai deciso di girare il videoclip “Veleno a ricreazione”?

Era da molto che volevo affrontare questo tema con i miei alunni, e in maniera quasi naturale, come per magia è venuto fuori questo gioiellino. Non si è trattato solo di mettere in scena un video, ma di affrontare la tematica della sostenibilità ambientale nel concreto, iniziando dalla piccola comunità in cui si vive. Infatti la nostra scuola ha organizzato la raccolta differenziata anche in classe, in modo da far partire il buon esempio da noi stessi e trasmettere i valori dell’educazione ambientale.

Rivolgendosi, soprattutto, alle nuove generazioni, come si può sviluppare un senso critico ecosostenibile già all’interno del nostro micro-cosmo?

La scuola, come sappiamo, viene sollecitata da tempo perché contribuisca allo sviluppo del pensiero ecosostenibile negli alunni quindi, prendendo spunto anche dall’Agenda 2030 che promuove com’è noto attività finalizzate a garantire un presente e un futuro migliore al nostro Pianeta e alle persone che lo abitano, ci siamo attivati, considerando le potenzialità e le capacità di ciascuno, affinché si lasciasse un segno del nostro percorso di maturazione e consapevolezza.

Il messaggio veicolato attraverso questo lavoro ha avuto come scopo quello di sviluppare un senso critico ecosostenibile per poter imparare a vivere in maniera equa e dignitosa, senza sfruttare i sistemi naturali da cui traiamo risorse e senza oltrepassare le loro capacità di assorbire scarti e rifiuti.

Abbiamo finalmente compreso che la scuola non si può limitare a promuovere l’assunzione di comportamenti corretti, ma con ogni sforzo deve cercare di far crescere negli alunni una “mentalità sostenibile” in modo che possano approdare a dei “comportamenti sostenibili”.

“Noi vi perdoniamo” e “Il mondo può guarire”, i due versi della canzone richiedono uno sforzo utopistico nell’epoca supertecnologica che viviamo?

Certamente i due versi citati richiedono un notevole sforzo perché vengano assorbiti e veicolati da tutti i nostri ragazzi, ma per quanto questi ultimi possano sembrare attratti più dalla tecnologia che dalla difesa dell’ambiente, in realtà sono molto più sensibili a queste tematiche di quanto sembri, poiché si stanno rendendo conto di giorno in giorno dei danni provocati da chi li ha preceduti e hanno compreso che è ormai indispensabile prendere provvedimenti per evitare una catastrofe.

Nel nostro caso specifico abbiamo unito la tecnologia all’inventiva e alle tematiche da loro più sentite per produrre un video che dimostrasse quanto ci sia di buono nelle nuove generazioni, che meritano quindi di essere assolutamente tutelate per il futuro.


Grande eco ha avuto la scelta dei Coldplay di rinunciare ai loro
concerti standard perché troppo inquinanti. In che modo la musica riesce a sostenere l’ambiente?

Ovviamente non basta solo cantare la sostenibilità ambientale ma fare cose più sul concreto.

Tornando ai Coldplay, nel tour 2022 hanno deciso di tornare a fare concerti a basso impatto ambientale.

Infatti la band ha dichiarato di abbattere del 50% le emissioni di CO2 rispetto ai concerti fatti nel 2016/17 e usare totalmente energia rinnovabile per alimentare lo spettacolo sul palco. Hanno pensato inoltre di installare un piano cinetico per sfruttare l’energia dei fan. Hanno anche pensato di incentivare con sconti sul biglietto d’ingresso i fan che per raggiungere il concerto, hanno fatto un viaggio a basse emissioni di carbonio.

Inoltre verrà piantato un albero per ogni biglietto venduto. Se tutti gli artisti avessero questa sensibilità sarebbe un bel passo avanti per salvaguardare il nostro pianeta.

Progetti futuri?

Lavorare con i miei alunni è davvero piacevole e stimolante: sono loro ad ispirarti. Attualmente ci sono già diverse belle idee pronte per poter sviluppare un nuovo progetto nel prossimo anno scolastico.


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Iscritto all'Ordine dei Giornalisti della Puglia, ho iniziato a raccontare avventure che abbattono le barriere della disabilità, muri che ci allontanano gli uni dagli altri, impedendoci di migrare verso un sogno profumato di accoglienza e umanità. Da Occidente ad Oriente, da Orban a Trump, prosa e poesia si uniscono in un messaggio di pace e, soprattutto, d'amore, quello che mi lega ai miei "25 lettori", alla mia famiglia, alla voglia di sentirmi libero pensatore in un mondo che non abbiamo scelto ma che tutti abbiamo il dovere di migliorare.

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