
«Un uomo libero, quando è sconfitto, non dà la colpa a nessuno»
(Iosif Aleksandrovic Brodskij)
«L’ironia, l’autoironia, il sarcasmo sono un segno d’intelligenza. Fra ironia e sarcasmo c’è però una bella differenza, l’ironia è dolce ed esprime un certo affetto verso la persona cui è indirizzata, il sarcasmo è violento, tende a ridicolizzare la persona cui è diretto»
(Massimo Fini)
È maggio. Anzi, maggio ben inoltrato. Il tempo è ancora incerto. Ma milioni di italiani già pensano alle vacanze estive, a come trascorrerle, dove e con chi.
E, soprattutto, come programmarle in congruo anticipo, perché potrebbe poi non rimanere più nulla. O essere tutto troppo caro per le loro (anzi nostre!) tasche, sempre più alleggerite dal rialzo dei prezzi di quelle spese inevitabili come affitto di casa, luce, gas, telefono, carburanti. Per non parlare del cibo: mica si può morire di fame.
E allora, sull’onda del detto popolare «anche la miseria vuole il suo sfogo» (perché la grandissima parte degli italiani si è “immiserita” assai vistosamente in questi ultimi anni!), ecco che mi sento di suggerire come organizzarle, ovviamente cercando rigorosamente su internet offerte relative a mete, vitto, alloggio e mezzi di trasporto.
E questo ultimo, in particolare, è evidentemente la prima cosa da fare e da fermare (ovvero prenotare, perché altrimenti non si va da nessuna parte).
L’aereo
È il mezzo preferito da chi sceglie l’estero per le vacanze, in Europa così come, a maggior ragione, per chi preferisce gli altri continenti.
Ma quest’anno c’è un grosso problema.
L’aggressione di USA e Israele, i Cip e Ciop del terrorismo internazionale e della violazione del diritto internazionale, ha spinto il Paese che controlla lo stretto di Hormuz, ovvero l’Iran, a chiuderlo o comunque a ridurre notevolmente il passaggio delle petroliere. Ciò ha portato a un ingente aumento del prezzo del petrolio e dunque dei suoi derivati, anche se è solo un quinto della produzione totale che passa da quel punto strategico.
Il cherosene, che alimenta gli aeroplani, potrebbe anche non essere sufficiente per consentire tutti i voli programmati, con rischio — peraltro già attuale — di cancellazione dei voli, visto che le compagnie aeree non potranno aumentare i prezzi di quelli già prenotati.
Ve la sentireste, chessò, di recarvi in una capitale europea, raggiungibile in volo in un paio d’ore, ma che al ritorno vi costringe o a prolungare la permanenza o a trovare un altro mezzo per tornare, obbligandovi a un’odissea di un paio di giorni, come minimo? Avete soldi, tempo e pazienza a sufficienza?
L’automobile
Se ne avete una affidabile, ovvero sufficientemente nuova da imbarcarvi in questa esperienza (sempre che non siate habitué di questo tipo di uscite), e se ve la sentite di guidare per tanti chilometri, l’automobile è l’ideale. Vi dà libertà di movimento e potete spingervi fin dove volete, anche su strade di montagna per visitare quella rocca o quella chiesetta che i colleghi, che dopo una vacanza vi fanno una testa così di quant’è figo quel posto e di come vi si mangia bene, vi hanno vivamente consigliato.
Ma c’è lo stesso problema causato dai Gianni e Pinotto del terrorismo internazionale: la benzina e/o il gasolio a prezzi elevati. E non è detto che non aumentino ancora se non vengono raggiunti accordi per Hormuz, per l’attraversamento del quale sono stati introdotti, dal Paese aggredito, come ritorsione, pedaggi al transito.
E allora, in questo contesto così incerto, meglio viaggi brevi, in zone vicine a quelle di residenza, ma belle, ça va sans dire, così da poter anche un po’ vantarsi delle proprie vacanze con il collega parolaio, vicino alla macchinetta del caffè.
Il treno
Qui il petrolio c’entra assai meno, poiché se ne usa circa il 3% per produrre il mix elettrico nazionale, venendo coperto quest’ultimo soprattutto da carbone e gas naturale (dal 40% al 50%, in base al fabbisogno stagionale) e per un altro 40% da fonti rinnovabili.
Eppure il sintagma «gas naturale» ci deve mettere in allarme.
Mercé le (auto)sanzioni alla Russia, il gas naturale che adesso usiamo ha un prezzo molto superiore a quello che ci vendeva Putin. E ce ne siamo accorti tutti in questi anni, pagando le bollette di gas e luce.
Certo, si poteva porre rimedio prima dell’invasione russa dell’Ucraina, o, al limite, nell’aprile di quell’anno disgraziato in cui le truppe di Putin varcarono i confini dello Stato comandato da Zelensky, ovvero il 2022, sedendosi attorno a un tavolo per raggiungere un accordo di pace.
L’aveva proposto la Turchia, e prevedeva solo la neutralità dell’Ucraina e un’ampia autonomia delle regioni russofone, senza cessione di alcun territorio, ovvero nel rispetto degli accordi di Minsk del 2014-15.
Ma l’allora premier del Regno Unito, il biondissimo Boris Johnson, quello che organizzava festini affollati in tempi di Covid, volò di gran carriera a Kiev per persuadere l’ex attore comico a continuare la guerra fino alla vittoria (sic!) dell’Ucraina sulla Russia. E lo convinse!
E quindi anche il treno è caro, tanto più con la pessima pratica, adottata dalle ferrovie, di imporre prezzi differenziati rispetto al tempo di prenotazione e alla rimborsabilità o meno del biglietto.
Il rischio è che i treni siano affollati. Per tacere di tutti i lavori cantierizzati per quest’estate, con tutti i disagi e i ritardi che potete facilmente immaginare (grazie, ministro Salvini, sempre gentile).
Altri mezzi che non consumano energia
In questo caso si potrebbe pensare alla bicicletta, sempre che siate in grado di mantenere l’equilibrio.
Sì, da piccoli tutti abbiamo avuto familiarità con la due ruote ecologica. Ma da grandi siamo ancora in grado?
Si dice che andare in bicicletta, una volta imparato, non si dimentichi più… Non ci metterei la mano sul fuoco… E poi per andare dove? Nelle campagne o nei boschi della zona in cui abitiamo, al limite. E comunque non male: salutare e ambientalista.
E poi ci sarebbe sempre il dorso del mulo… Ma trovare un mulo, di questi tempi, non dev’essere facile, né particolarmente economico.
























