Dell’emancipazione e contorni (anche molto spiacevoli)

L’emancipazione femminile è interconnessa all’emancipazione sessuale della Donna. Il concetto di “piacere” dannunziano, applicato all’universo rosa, è arrivato in auge solo nell’ultimo cinquantennio, da quando, cioè, si è cancellato il tabù discriminatorio che differenzierebbe Maschio e Femmina.

Questo ha dato a noi Uomini (Ominicchi o Quaquaraquà, per dirla alla Sciascia) il potere di stuprare a destra e a manca, convinti, a torto, di dispensare godimento e spensieratezza nell’altro sesso.

A mio parere, però, la concessione corporea a cui si abbandona la Donna potrebbe far riferimento a quella ricerca di attenzioni che le mancano. Più che l’atto (a volte futile e fine a se stesso), si bramano, in realtà, pensieri condivisi, sostegno emotivo, partecipazione alla quotidianità, sentirsi, così, ancora appetibili ed apprezzate.

Perché, forse, in fondo, Uomini e Donne non sono poi così simili, e solo accettando questa profonda diversità rispetteremo l’uguaglianza sociale che si mescola alla libertà di prendere le proprie decisioni.


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