
Percorso di racconto autobiografico
Su richiesta di don Mimmo Francavilla, direttore della Caritas Diocesana di Andria, il Centro di Orientamento “Don Bosco” ha promosso il percorso di narrazione autobiografica “UNA VITA, UNA STORIA”, che ha registrato come destinatarie/destinatari un gruppo di ultrasessantenni, tutti gravitanti intorno alla Caritas.
Secondo la dottoressa Grazia Chiarini, della Libera Università dell’autobiografia di Anghiari, attraverso la narrazione autobiografica l’individuo riesce ad organizzare la propria esperienza e a interpretare gli avvenimenti che gli accadono, dando ad essi la struttura di una storia là dove prima c’era una situazione caotica. Il racconto di sé risponde al bisogno della persona di ricostruire la propria realtà, collocandola in uno spazio temporale e culturale più definito e permettendo una riflessione profonda sulla propria esistenza, sulle relazioni, sul senso della propria vita. La scrittura autobiografica diventa così un mezzo potente e un accesso privilegiato alla piena espressione di sé, in quanto favorisce la possibilità di dare voce agli altri “Io” di chi scrive, di creare un “nuovo” passato, di aprirsi a un nuovo futuro, di contribuire a migliorare il proprio benessere psicofisico.
Una prima stesura dell’autografia necessita di alcune categorie di riferimento che riguardano il tempo, lo spazio, i corpi/ figure/ volti, le azioni/fatti, le emozioni, le percezioni sensoriali, gli oggetti. Nel linguaggio quotidiano il tempo potrà diventare “i miei giorni indimenticabili”, lo spazio “i luoghi mitici della mia vita”, i corpi potranno essere “i volti incancellabili”, le azioni “gli eventi determinanti”, le emozioni “gli stati d’animo forti”, le percezioni “le sensazioni indelebili”, gli oggetti “le mie cose più care”, i pensieri “le scoperte folgoranti” e così via.
Il percorso di scrittura autobiografica, che è stato condotto, presso la struttura della Caritas, dalle esperte del Centro Rosa Del Giudice e Diana Fortunato, ha avuto come tema conduttore le varie età della vita, dall’infanzia fino al momento attuale, in 12 incontri, della durata di due ore circa, una volta alla settimana, dalla metà di gennaio fino al 31 marzo, e ha previsto, di volta in volta, da parte delle/dei partecipanti, la stesura di significativi frammenti autobiografici. L’input per i temi affrontati durante il viaggio metaforico è stato offerto da brani e componimenti letterari, canzoni, cortometraggi e dipinti di artisti celebri.
Le corsiste/i corsisti hanno seguito le tappe dell’itinerario con diligenza, entusiasmo e coinvolgimento emotivo, spesso con guizzi di ironia e autoironia, impegnandosi in un lavoro di scavo interiore finalizzato alla conoscenza di sé e all’apertura verso l’altro.
Il 21 aprile p.v., alle ore 10:00, si svolgerà l’incontro conclusivo durante il quale sarà consegnato a ciascuna/ciascun partecipante un opuscolo contenente le schede con le sollecitazioni proposte e le annotazioni personali di risposta e di riflessione.
I contenuti dei 12 incontri saranno corredati dalle significative tavole di Paolo Matera, socio del Centro don Bosco, che ha fissato con la sua matita il dettaglio da lui ritenuto più rappresentativo del tema trattato.
Rosa e Diana confidano che l’esperienza vissuta costituisca per tutte e tutti una svolta nell’importante tappa esistenziale della piena maturità e dell’anzianità.
Rosa Del Giudice
Diana Fortunato
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