
…e versi poetici inclusi: in riva al mare!
Si raccontano storie e fatti seguendo un filo non sempre logico degli eventi, quando sulle spalle ti ritrovi il fardello del proprio vissuto.
Non sempre si riesce a coordinare gli eventi così come andrebbero raccontati se viene a mancare un tassello dalla memoria che, con gli anni, hanno lasciato il suo mosaico lasco. Fare sforzi di mente per allineare in modo razionale e veritiero gli eventi non è facile come si potrebbe credere. Nei casi in cui si è lasciato, messo da parte, l’esercizio mentale di noverare spesso il passato come si fa leggendo un libro già letto. Ritrovarsi a fare i conti con una memoria non allenata comporta un dispendio di forze e un raccontare scombinato: sia nella sostanza sia nella credibilità. Interrompere un’abitudine per un lasso di tempo e riprenderla a priori comporta uno sforzo non indifferente per la memoria con conseguente frammentazione dei fatti e una credibilità dubbiosa.
Avevo smesso circa un anno fa di prendere in mano un libro da leggere, a causa di un ictus che mi aveva bloccato a letto prima e poi, tra i tanti ospedali e case di cura per le varie terapie di riabilitazione, ora mi trovo da quasi sette mesi presso la casa di cura e riposo “San Giuseppe” gestita da suore “Serve dei poveri” in Margherita di Savoia. In questa struttura mi trovo ben rincuorato, per la serietà e l’abnegazione usata da suore e dalle donne che vi operano.
L’ictus mi aveva rovinato la vista e una parte del corpo, principalmente quella per la funzione motoria, non la mente che mi è rimasta illesa e lucida. È stato questo il buon motivo che, dopo varie visite oculistiche sono stato operato di cataratta all’occhio sinistro mentre a quello destro, operato di cataratta qualche anno fa mi hanno pulito il cristallino. Dopo un mese ho comprato gli occhiali da vista per poter leggere e scrivere…ed ecco che mi sono rimesso all’opera.
Avrei tante altre cose da raccontare, scrivendo ed altre da tenere al buio poiché inane.
L’essere vivente ha degli scontenti in casa? Ma chi n’è privo? I problemi sono come il fuoco nel braciere che sembra spento ma che, sotto la cenere, mantiene ancora brace viva.
Ci sono e bastano a riempire la noia che è il principale problema di una vita vissuta male.
Mi manca qualche classico da leggere: un Parini, un Nievo, o Manzoni con le sue stupende descrizioni del lecchese col ramo del Lario e la catena dei monti col Resegone; gli sgomenti attimi del Monti chde descrive il regicidio nella sua bellissima opera “La Basvilliana”. I capelli rizzati del :”Giovin signore”, al suon delle lezioni di etica impartitegli dal Parini ne il “Giorno”…
Mi mancano le “immagini e le fole” del Leopardi e i cipressi di Bolgari con l’ignaro asino che bruca l’erba e non si cura di nient’altro…quante cose mi mancano da rileggere e farne tesoro! E penso sereno agl’altri cipressi: quelli del Foscolo e alle urne confortate di pianto che mi riporta in una sorta di catalessi mentale con un desiderato, impellente risveglio.
Mille cose sai tu, dice Leopardi alla luna. Occorre un tempo infinito per scorgerne altre …molte altre cose.
A noi umani non c’è ne dato poiché se ne avessimo cadremmo nella noia più assoluta: rimanderemmo tutto al dopo, al più tardi, le cose da fare, tralasciando l’immediato.
Il risico che la memoria perda colpi, ad un’età avanzata come la mia, è sempre da tenere in considerazione.
Contentezza contenuta, la mia, visto il mio stato di salute.
Ma siedo in mezzo a persone che, in fatto di malanni, ne conoscono certamente più di me. Né questo possa consolarmi coi conseguenti lamenti che affliggono la giornata rendendola meno piacevole. Si sa che ogni situazione, se dura nel tempo, può diventare un fatto consolidato e accettato come congenito, persino il dolore, in certi casi, sembra si attenui a livello di sensazione. Il piangersi addosso non risolve nulla, se non accrescere l’ansia e la paura di un peggioramento del male, reale o immaginario che sia.
Prendiamo coscienza dell’immediato usando gli arnesi funzionanti in nostro possesso: la ragione e usiamo la preghiera come plasma sanante per le nostre “ferite”.
Molte letture e tanta voglia di imparare versi a memoria mi hanno aiutato a mantenere la mente allenata alle tante situazioni nel dare risposte…
Con la quasi ritornata vista ho ripreso a leggere e scrivere. Sono contentissimo! Nel mio primo libro di poesie pubblicato a Bari col titolo “La bolgia”, il primo verso canta: “I pensieri sono nuvole sparse”. Dopo quasi ventisei anni mi sto ricredendo, raccogliendo i miei pensieri concentrandoli in diverse raccolte dai vari titoli.
Oggi è domenica e mi trovo solo sul verone a guardare il mare, dove il parcheggio antistante si va riempiendo di macchine con persone che vogliono tuffarsi per un bagno ristoratore e una bella nuotata. I bambini sono di una gaiezza fuor dal comune: lo si nota non appena scendono dalle macchine dei loro genitori.
Si presenta un panorama stupendo certo pitturato da man d’esteta con pennellate pien di cromature che porta a noi vicino il Paradiso… pur l’orizzonte sembra più vicino e che la meta sembra più un traguardo dove il riposo è certo e pur l’arrivo, dopo la corsa fatta e le cadute.
O, mare baciato dal sole acceso,
A tanto è valso il sogno c’ho sognato
Di sabbia un lido tanto già agognato
Che l’occhio appaga nel mio corpo offeso.
Ma pure di salsedine, le nari,
Inebria in un fanciullo di una volta,
Affranca un di’ mielato e si rivolta,
Spegnendo nella mente ceri e fari.
Rimane sol la voglia di ripresa
Dove la speme sembra rinnovata
Che ti riporti tempo per l’attesa
E nuova luce a quiete ritrovata
Nel dare inizio ad una nuova presa
Sodale tra la gente desolata.
La giornata è stata lunga e piena di emozioni nel solo guardare la frenetica corsa della gente verso i lidi, al solo scopo d’accaparrarsi il posto dell’ombrellone più vicino alla battigia. Sono circa le ore 18,00 e i parcheggi si vanno svuotando mentre sul balcone ov’io siedo accuso stanchezza nel restare tante ore seduto sulla sedia mobile, a rotelle.
Margherita di Savoia 23/06/25























