Teresa Calvano: un blog per raccontare la sua lotta contro la malattia e un incrollabile coraggio per vincerla

“La mia storia inizia il 29 aprile 2014, avevo 29 anni e pochi mesi prima fu celebrato il mio matrimonio: insomma era un periodo molto felice. Tutto ha inizio con un lieve dolore al ginocchio che mi porta a decidere di sottopormi ad una tac, dalla quale risulta una massa anomala grande circa 5 cm. A quel punto mi consigliano di recarmi all’Ospedale Rizzoli di Bologna, dove vengo ricoverata.

Nel mese di giugno 2014 finalmente il mio nemico si rivela: “osteosarcoma di basso grado maligno aggressivo“. Poco dopo il referto vengo sottoposta ad un intervento chirurgico, durante il quale i medici installano una protesi completa al ginocchio.

Tuttavia, nel mese di luglio, arriva una bella notizia: in base ai risultati dell’esame istologico espletato, la chemioterapia non è necessaria. Quel tenue raggio di sole fu subito offuscato dalle nuvole, infatti i medici mi comunicarono che il cancro era recidivo e quindi andava monitorato con cadenza trimestrale. Inoltre, sempre in quell’occasione, mi fu prescritta una tac all’addome, in quanto questa tipologia di cancro può colpire, come effettivamente è avvenuto, anche i polmoni.

La prima tac, eseguita dopo tre mesi, conferma purtroppo la previsione dei medici: nodulo al polmone di 4 mm che successivamente passerà a 5 mm. A gennaio altra tac ed i noduli purtroppo erano aumentati sia di numero, che di volume. Nel periodo successivo fui sottoposta ad un intervento diagnostico ai polmoni, per capire la terapia giusta da seguire.

Arriva l’ennesimo esito: l’osteosarcoma ha colpito anche i polmoni. Da quel momento fui sottoposta ad una serie di cicli di chemioterapia ad alte dosi (10 chemio). Ovviamente son stata sempre ricoverata in quel maledetto ospedale, che poi in realtà diventò anche casa mia. Giunse il giorno del tanto atteso intervento per eliminare le “Formichine” dai polmoni. Attraverso i due interventi di “metastasistectomia bilaterale sequenziale” eliminarono, o quasi, tutte le metastasi.

Una volta terminato il ciclo di chemio fui sottoposta, a maggio 2016, ad una TAC di controllo, la quale rilevò nuovi noduli. Lo sconforto fu notevole, perché iniziavo a sentirmi inerme, ci avevo messo tutta me stessa ma fui di nuovo pugnalata. Accettai nuovamente d’intraprendere un nuovo ciclo di chemioterapia, non avevo scelta!

Nei primi giorni di questo nuovo anno, mi hanno comunicato che dovrò sottopormi nuovamente ad intervento chirurgico ai polmoni. Ho ancora la stessa voglia di vivere, come la prima volta!

Non è facile, ma oggi ho metabolizzato la cosa ed ho iniziato a voler condividere tutte le mie emozioni, belle e brutte, sul mio blog “anime BELLE”. Grazie a questo spazio virtuale ho percepito la gratuità del bene altrui iniziando a nutrire speranza ed imparando ad amare, con tutta me stessa, questa vita così fugace e altalenante. Non sono sola”.

I capelli pian piano cadono e il volto si trasforma. Quale oggi il Suo rapporto con lo specchio e con i volti che incontra?

Il mio rapporto con lo specchio e con gli altri è sereno. Il vero problema purtroppo è insito negli occhi colmi di paura che incontro, in particolare, e molto spesso, le persone che mi sono accanto vivono la mia malattia come un qualcosa da nascondere. Io invece ho imparato, non senza difficoltà, ad insegnare agli altri che la vera bellezza consiste nel continuare ad amarsi, anche dopo i cambiamenti imposti dalla vita. È luogo comune pensare che i capelli siano sinonimo di bellezza, perché trattasi solo di un ornamento sostituibile anche con dei turbanti o con un sorriso raggiante, che nonostante tutto è sempre rimasto identico!

Giovanni Falcone diceva: “ L’importante non è stabilire se uno ha paura o meno, è saper convivere con la propria paura e non farsi condizionare dalla stessa. Ecco, il coraggio è questo, altrimenti non è più coraggio, è incoscienza”. Come convive oggi con la paura, che la bestia silente possa approfittare dei Suoi normali momenti di debolezza?

La paura è uno dei sentimenti che va vissuto e accettato. Se ho paura di morire? No non ho paura di morire, ma ho paura della sofferenza! Credo che dopo la vita terrena ci sia qualcosa di bello, mi piace pensare questo. Poi chi è immortale? Nessuno.

Eventi forti notoriamente ci stravolgono. Oggi, alla luce della battaglia che senza tentennamenti combatte, in quali aspetti è mutato il Suo approccio rispetto alla quotidianità e alle persone che ne fanno parte?

Il mio corpo oggi mi permette di condurre una vita quasi normale, perché la mia mente controlla tutto. Ho imparato sulla mia pelle, che gli effetti collaterali della chemioterapia passano, come i dolori post-intervento e la sofferenza, ma trascorre inesorabilmente anche il TEMPO, quindi non spreco più neanche un secondo della mia vita. MENS SANA IN CORPORE SANO è il mio motto!

Le regalo una scatola di colori: quale di questi La rappresenta maggiormente?

Rosso: come il colore dei cicli di chemioterapia e del mio rossetto abituale. Il rosso è un colore eccentrico, un po’ come me. Mi dona una sensazione di calore. È infine predominante nei colori del tramonto, che ogni sera mi ricorda di aver vissuto un altro giorno!


FonteIn copertina: Teresa Calvano
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Giuseppe Leonetti
Una famiglia dalle sane radici, una laurea in Giurisprudenza all’Università di Bologna, con una tesi su “Il fenomeno mafioso in Puglia”, l’esperienza di tutti i giorni che ti porta a misurarti con piccole e grandi criticità ... e allora ti vien quasi spontaneo prendere una penna (anzi: una tastiera) e buttare giù i tuoi pensieri. In realtà, non è solo questo: è bisogno di cultura. Perché la cultura abbatte gli stereotipi, stimola la curiosità, permettere di interagire con persone diverse: dal clochard al professionista, dallo studente all’anziano saggio. Vivendo nel capoluogo emiliano ho inevitabilmente mutato il mio modo di osservare il contesto sociale nel quale vivo; si potrebbe dire che ho “aperto gli occhi”. L’occhio è fondamentale: osserva, dà la stura alla riflessione e questa laddove all’azione. “Occhio!!!” è semplicemente il titolo della rubrica che mi appresto a curare, affidandomi al benevolo, spero, giudizio dei lettori. Cercherò di raccontare le sensazioni che provo ogni qualvolta incontro, nella mia città, occhi felici o delusi, occhi pieni di speranza o meno, occhi che donano o ricevono aiuto; occhi di chi applica quotidianamente le regole e di chi si limita semplicemente a parlare delle stesse; occhi di chi si sporca le mani e di chi invece osserva da una comoda poltrona. Un Occhio libero che osserva senza filtri e pregiudizi…

2 COMMENTI

  1. Oggi purtroppo sulla terra accadono cose che ci danno sofferenza e dolore. Persone come questa bellissima donna che non si arrendono e che trovano la forza di reagire per amore della vita stessa sono da ammirare!!
    Gli eroi veri sono loro!!
    Però difronte a tutta questa sofferenza per quanto forti, avvolte nella disperazione ci chiediamo il perché e la ragione di tutto questo male. Ci prende avvolte anche rabbia perché non riusciamo a trovare la risposta a questa ingiustizia. Potrebbe essere sorprendente scoprire che le risposte alle molte domande che ci poniamo esistono e le possiamo trovare. Conoscere cosa c’è dietro a tutta questa sofferenza e sapere se prima o poi tutto questo finirà ci può infondere speranza e forza.

  2. Ciao, Teresa. Vedrai che da questa esperienza uscirai più forte e più umana di prima! Grazie per il coraggio che infondi. Mimmo

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