Avrebbe compiuto oggi 74 anni, è morto quando gli mancavano tre giorni a 69

Dice che era un bell’uomo e veniva dal mare“. Nasce così “4 marzo 1943”, uno dei capolavori della musica italiana, nasce così anche la vita di chi quella canzone l’ha scritta, primo concepimento di un genio che, sicuramente, proprio dalle profondità del mare, ha tratto ispirazione per la sua arte, un’arte assaporata nei lunghi viaggi di un papà dalla tenacia marinaresca le cui promesse sono state mantenute dando alla luce il simbolo della cantautorialità.

Lucio Dalla, infatti, assocerà spesso la figura paterna all’immagine di acque sconfinate (“Com’è profondo il mare”), lui che ha sempre rifiutato la tessera del club di tiro a volo, ricorda il babbo “che eri un gran cacciatore di quaglie e di fagiani…“. Le sue prede erano le note, soavi intuizioni di spiriti consunti dal dramma delle armonie. La sperimentazione ritmica di Lucio Dalla attraversa la beat per approdare alla lirica.

Il suo “Caruso” è frutto di un guasto all’imbarcazione che costrinse Dalla a soggiornare a Sorrento. Lì apprese delle dinamiche sentimentali di un tenore invaghito di una donna a cui dava lezioni di canto. “Te vogl’ ben assaje“, dichiarazione d’amore, ringraziamento esplicito per una voce graffiante come i testi che hanno segnato l’epopea di uomo anticonformista.

Dalla contro gli stereotipi, Dalla circondato dall’affetto di chi non poteva resistergli, Dalla taumaturgico rappresentante di emozioni ne “La Sera dei Miracoli”. Ha preso a cazzotti la sua Bologna ma, puntualmente, ogni notte, ci finiva a letto davanti alla brulicante “Piazza Grande”.

C’è una casetta piccola così, con tante finestrelle colorate“. Già, “Attenti al Lupo”, un’insegna affissa al cancello della sua privacy, Dalla, avvezzo ai complimenti e restìo ai salamelecchi, eternamente in comunione con i suoi fan, un “living together” oltre ogni schema. Lucio si curava dell’oggi, “chissà, domani, su che cosa metteremo le mani“, soleva ripetersi in una “Futura” scevra di inutili preoccupazioni, fucina di sogni e speranza.

Lucio Dalla si è spento il 1 marzo 2012, tre giorni prima del suo compleanno, che oggi ricordiamo. “Canzone” semplifica la sua carriera, iconica epigrafe di chi si staglia tra le indefinite sfumature di un pentagramma da imitare. Potremmo citare ancora centinaia di riferimenti, vorremmo non fosse mai andato via, vorremmo, forse, incontrarlo per l’ultima volta e dirgli: “Caro Lucio… tu non mi basti mai!

https://youtu.be/pDyapd-M5Cc


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Iscritto all'Ordine dei Giornalisti della Puglia, ho iniziato a raccontare avventure che abbattono le barriere della disabilità, muri che ci allontanano gli uni dagli altri, impedendoci di migrare verso un sogno profumato di accoglienza e umanità. Da Occidente ad Oriente, da Orban a Trump, prosa e poesia si uniscono in un messaggio di pace e, soprattutto, d'amore, quello che mi lega ai miei "25 lettori", alla mia famiglia, alla voglia di sentirmi libero pensatore in un mondo che non abbiamo scelto ma che tutti abbiamo il dovere di migliorare.