Il filo rosso scelto per la nona edizione del Festival della Disperazione (21 giugno – 26 luglio) è quella sensazione di fiato corto che accomuna individui e comunità in un presente segnato da burnout, iper-connessione e fragilità climatica. “Un eterno affanno” non è uno slogan apocalittico: è la fotografia onesta di un ritmo di vita divenuto strutturalmente ansimante. A spiegarcelo è l’organizzatore della kermesse, Gigi Brandonisio.

Perché “Un eterno affanno”?

Il filo rosso che abbiamo scelto per la nona edizione è quella sensazione di fiato corto che accomuna individui e comunità in un presente segnato da burnout, iper-connessione e fragilità climatica. “Un eterno affanno” non è uno slogan apocalittico: è la fotografia onesta di un ritmo di vita divenuto strutturalmente ansimante. Il Festival nasce proprio per trasformare quell’affanno in racconto, pensiero critico e – quando serve – ironia, senza ricette facili né dopamina motivazionale. Vogliamo mettere in scena la stanchezza collettiva, provare a nominarla e, così facendo, restituirle un po’ di respiro. In più siamo proprio noi del Festival in continuo affanno. Ogni anno costruire questo progetto è un’avventura faticosissima.

Cosa propone ”Futuro Anteriore Festival”, la nuova sezione dedicata ai giovani e alla loro visione del domani?

2 is megl che 1 diceva una vecchia pubblicità. Quest’anno il Festival della Disperazione si fonde con Futuro Anteriore, la rassegna under-30 che da tre anni prova ad intercettare la curiosità giovanile. Sarà la costola musicale del Festival con una serie di esplorazioni nella comicità. un connubio perfetto di questo pensiero è lo spettacolo di Valerio Lundini con i Vazzanicchi: comicità e musica si fondono in uno spettacolo unico, con l’unica tappa in tutto il sud Italia proprio ad Andria.

Come si sopravvive a quest’epoca di apnea esistenziale, iperconnessione e crisi ecologica?

Se lo sapessi non organizzerei più Il Festival della Disperazione.

Ospiti e appuntamenti imperdibili?

Il Programma del Festival come ogni anno offre proposte per tutti i palati disperati. Tra i nomi più conosciuti certamente spiccano ospiti come Valerio Aprea, Chiara Valerio, Valerio Lundini, Francesco Pannofino, Tricarico, Ester Viola e Roberto Mercadini ma l’invito è sempre lo stesso, provare a scoprire tutte le novità, gli emergenti, gli eventi apparentemente collaterali che sono poi quelli che rendono unico il Festival della Disperazione.

In che modo è possibile prenotarsi per gli spettacoli?

Basta visitare il sito internet del Festival della Disperazione: festivaldelladisperazione.it oppure, chi avesse voglia di venirci a fare compagnia, può venire a trovarci alla segreteria del Festival della Disperazione che è ubicata presso la Biblioteca diocesana san Tommaso d’Aquino.


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Iscritto all'Ordine dei Giornalisti della Puglia, ho iniziato a raccontare avventure che abbattono le barriere della disabilità, muri che ci allontanano gli uni dagli altri, impedendoci di migrare verso un sogno profumato di accoglienza e umanità. Da Occidente ad Oriente, da Orban a Trump, prosa e poesia si uniscono in un messaggio di pace e, soprattutto, d'amore, quello che mi lega ai miei "25 lettori", alla mia famiglia, alla voglia di sentirmi libero pensatore in un mondo che non abbiamo scelto ma che tutti abbiamo il dovere di migliorare.