È stato un uomo a cui attingere tutte le volte che si aveva voglia di sorridere

Può sembrare strano ma una preghiera di don Tonino Bello chiamata “Dammi, Signore, un’ala di riserva”, che mi ha segnato fin dall’inizio del mio percorso umano e spirituale, è stata ispirata da una frase di Luciano De Crescenzo. La preghiera di don Tonino iniziava in questo modo:
” Voglio ringraziarti Signore,
per il dono della vita;
ho letto da qualche parte
che gli uomini hanno un’ala soltanto:
possono volare solo rimanendo abbracciati”.

L’espressione “ho letto da qualche parte” mi ha portato a scoprire la gigantesca figura di Luciano De Crescenzo. Ho così avuto modo di leggere molti dei suoi libri, di vedere e rivedere i suoi film, di scoprire programmi televisivi sulla sapienza greca, che mettevano al centro i miti, la filosofia, la storia e la cultura in generale. Il suo modo di fare divulgazione mi ha affascinato, incantato, stupito per la simpatia, i sorrisi e, perché no, per tante risate che ha saputo regalarmi.

La sua simpatia, il senso di libertà nei suoi testi fanno sorridere, ma fanno anche interrogare profondamente. Sono rimasto piacevolmente stupido quando ho scoperto che i suoi testi filosofici sono stati adottati da molte nazioni, nelle scuole, per l’insegnamento filosofico. Nel periodo in cui era molto malato e attraverso interviste rilasciate, ho scoperto che si è avvicinato tantissimo alla religione, nella profondità dello spirito ma, da buon napoletano, con un approccio popolare, profumato di folklore. Ha scritto, con mia grande meraviglia, uno splendido libro sui santi di nome “Tutti i santi compreso me”. Bellissimo testo di divulgazione, è stato il libro di “spiritualità” che mi ha fatto più ridere, ma anche molto pensare.

Luciano De Crescenzo, dopo aver scherzato con i filosofi, ha così scherzato anche con i santi. È stato un uomo libero di cambiare la sua esistenza, di seguire la sua passione filosofica. Filosofo a modo suo, ha avvicinato milioni di persone a concetti, apparentemente per specialisti, di cultura e di sapienza. È stato un uomo a cui attingere tutte le volte che si aveva voglia di sorridere, ma anche di allargare il proprio pensiero. Si soffermava spesso su concetti come la libertà e l’amore. Mi piace pensare che, come la filosofia lo ha reso libero da una vita regolata, liberandolo dalla sua vecchia esistenza di operaio, così la fede, riscoperta negli ultimi anni della sua vita, gli abbia donato quell’amore profondo a cui anelava.

In un suo pensiero affermava che “Tutti vorremmo avere sia l’amore sia la libertà, ma quando otteniamo il primo perdiamo la seconda”. Mi piace pensare al fatto che, in compagnia del venerabile don Tonino Bello, abbracciati, ognuno con la propria ala, possano volare veramente liberi, possedendo pienamente un amore libero. Immagino che, una volta tanto, dopo aver scherzato con i santi su questa terra, adesso siano loro a burlarlo gioiosamente, facendogli scoprire, in una inebriante felicità, che proprio quando si ottiene la libertà, si è veramente in grado di amare e solo chi ama può dirsi veramente libero.

A Luciano De Crescenzo, che criticava la nostra società per il fatto che allungava il tempo cronologico, al posto di allargarlo, cioè di non gustarlo nella sua profondità vitale, possa essere allargata la porta attraverso la quale si ritrovano tutte le speranze per chi vi entra. Se come diceva don Bosco, il demonio è lontano dalla gente allegra, allora mi piace guardare a Luciano De Crescenzo non solo come a un divulgatore che insegna ad usare bene la testa e il cuore ma, a sua insaputa, come ad un uomo spirituale che, per altri percorsi, ha imparato a vincere il male, lasciando una traccia, un sentiero da poter intraprendere.

I suoi scritti ed i suoi pensieri, infatti, manifestano una spiritualità laica, talvolta, con tratti di radicalità evangelica. Arricchiti dalla sua semplicità, stupidi dalla sua ricchezza culturale ed ammaliati dalla sua simpatia, possano anche le giovani generazioni attingere al suo immenso patrimonio, godendo della sua gioia, ironia e amore per la vita, sapendo che “Siamo angeli con un’ala sola, solo restando abbracciati possiamo volare” (Luciano De Crescenzo).


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Salvatore Sciannamea
Sacerdote della diocesi di Andria, attualmente sono fidei donum in Valle d’Aosta, ho conseguito la Licenza in Antropologia Teologica presso la Facoltà Teologica Pugliese “Regina Apuliae” di Molfetta. Autore di numerosi libri presso le Edizioni Sant’Antonio; collaboratore della Rivista Trimestrale di Teologia e Spiritualità “Jesus Caritas - Famiglia Carlo de Foucauld” e curatore della rubrica “Ripensare tra bellezza e verità” sul sito del mio paese d’origine: Canosaweb.it. Ogni martedì, pubblico sul mio canale youtube (https://www.youtube.com/channel/UCCgVJk1DCdYQhIeh9c6jmBQ) dei video-incontri di tipo culturale, spirituale e religioso, per riflettere ed interrogarsi sul senso della vita, sull'amicizia e la bontà.

1 COMMENTO

  1. È sempre tardi quando impariAMO a “sentire” col cuore e con il nostro io maggiore. RIP
    GIANCARLO

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