Avventura a lieto fine per una 47enne della provincia Bat, che aveva trascurato l’insorgere di alcuni sintomi. Utilizzati due lembi muscolo-cutanei dell’addome.

È durato circa 10 ore un complesso intervento chirurgico per l’asportazione di una voluminosa neoplasia mammaria estesa all’esterno, in via di ulcerazione e che occupava interamente la mammella destra di una 47enne della provincia Bat.

L’intervento, eseguito nei giorni scorsi presso l’Unità di Chirurgia Senologica dell’IRCCS “Casa Sollievo della Sofferenza” di San Giovanni Rotondo, diretto dal dottor Luigi Ciuffreda, ha assunto una valenza di particolare rilievo. In pratica, dopo l’atto demolitivo della mammella e sui linfonodi ascellari per rimuovere la neoplasia si è ricostruita la stessa con una tecnica speciale. «A causa della mancanza di tessuti molli nella regione mammaria, abbiamo pensato alla possibilità inusuale di ricostruire la mammella con due lembi mio-cutanei dei muscoli retti dell’addome. Successivamente si è resa necessaria una ricostruzione della parete addominale utilizzando una rete sintetica ed un’addominoplastica con preservazione dell’ombelico».

A spiegare l’intervento cui è stata sottoposta la donna, con una anestesia combinata, cioè ad un blocco antalgico preoperatorio ecoguidato associato ad anestesia generale, è lo stesso dr. Luigi Ciuffreda, che dal luglio del 2020 dirige l’Unità di Chirurgia Senologica e da maggio 2021 coordina la Breast Unitdell’Ospedale di San Pio, inserita nella Rete Oncologica Regionale Pugliese.

 

Con lui operano i chirurghi Francesco Mollo, Lucia Petito, Francesca Natale e Angelo Marzovillo, supportati da 4 infermiere e 2 operatrici socio sanitarie. Questa unità clinica, nell’ambito della chirurgia oncologica, profilattica, plastica e ricostruttiva, effettua mediamente ogni anno circa 750 ricoveri.

«L’intervento – ha aggiunto il dottor Ciuffreda – è stato rischioso per due diversi motivi: da un lato vi era il rischio operatorio in sé nel gestire un caso e una metodica così complessa, dall’altro le possibili complicanze ischemiche e, di conseguenza, la necrosi dei tessuti, che andavano evitate angolando il meno possibile i peduncoli vascolari dei due lembi addominali utilizzati per ricostruire il seno».

La donna era giunta al Pronto Soccorso dell’IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza dopo mesi di titubanze. Dopo una visita iniziale ed i primi accertamenti è stata subito invitata al ricovero nell’Unità di Chirurgia Senologica.

«Ho commesso un grave errore, ne sono consapevole. Il mio seno destro da diversi mesi aveva cambiato forma e aspetto, e già dall’esterno era visibile che qualcosa non andava. Se ne sarebbe accorto chiunque. Ma io, per paura, ho preferito far finta di niente, piuttosto che affrontare lo stesso calvario che era toccato a mia madre per un tumore al seno. E questo mi terrorizzava».

Dopo l’operazione, la donna ha trascorso due giorni in terapia intensiva, presso l’Unità di Anestesia e Rianimazione I. Successivamente, è stata nuovamente trasferita nell’Unità di Chirurgia Senologica dove si è, gradualmente, ripresa fino ad essere dimessa dopo 9 giorni dall’intervento, in buona salute e con una perfetta vitalità dei lembi impiantati. Il complesso e delicato intervento chirurgico sarà a breve ripreso in un case report da pubblicare su riviste specialistiche.

Doveroso aggiungere come la prevenzione resta sempre l’arma vincente per sconfiggere il tumore al seno. Alle prime avvisaglie di anomalie è sempre indispensabile rivolgersi al proprio medico di famiglia, che avvierà il paziente verso il più indicato specialista. Di tumore al seno, grazie agli enormi sviluppi della medicina, oggi si guarisce.

«Ho capito che non serve a nulla far finta di niente, bisogna agire al più presto, e che l’informazione e la relazione empatica generano fiducia e consapevolezza delle proprie possibilità. Spero che la mia esperienza a lieto fine – ha concluso – possa aiutare tutti coloro che temono di affrontare una battaglia che, con le persone giuste a fianco, diventa meno difficile».


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Nato a Bari nel 2003, vive e frequenta il Liceo Scientifico “Leonardo da Vinci” a Bisceglie. Si definisce un amante delle materie scientifiche, pratica il calcio amatoriale e l’attività fisica e tifa per il Milan, per il quale nutre una autentica venerazione. Ama il mare e la campagna, il buon cibo e la vita all’aria aperta. Musicalmente preferisce ascoltare brani italiani, in special modo quelli di Ultimo e Tommaso Paradiso, ma ascolta anche brani stranieri, come quelli di Shawn Mendes e Bruno Mars. Non rinuncia mai ad una serata in compagnia di amici, specie se sono quelli con i quali è facile parlare di sport ma anche di altri piaceri come quelli de la bonne vie. Desidera viaggiare e visitare in particolare le città d’arte. Scrive per esternare le sue passioni.

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