Il frizzante, il raffinato, il classico

Luglio 2020. L’OMS non ha ancora revocato lo stato di pandemia globale, ci aspetta una crisi che durerà più di vent’anni, l’Italia si è svuotata per la prima volta da tempo immemorabile dai turisti stranieri e molti italiani si dovranno accontentare della Penisola per le loro vacanze estive. Qualche giornale, tra l’altro, ha già avvertito la popolazione che sarà l’estate più calda degli ultimi n anni. Cosa fare, dunque, in questo clima tanto eccezionale? Partiamo da due semplicissimi punti.

Andare in spiaggia: verificato, si può.

Portarsi un libro: verificato, anche questo si può. (Si poteva fare pure prima, ma a noi italiani sono servite una pandemia e una quarantena per aprire – forse, ancora non ne sono sicura – qualche libro.)

E allora, ecco a voi l’ultimo degli articoli sui consigli di lettura estivi. Vi chiedo solo di farlo passare per originalissimo vista la straordinarietà del momento storico e dei tre libri che andrò a consigliarvi, che, non solo non sono presenti in nessuna classifica recente, ma (due su tre) sono pure datati.

Numero uno – Il frizzante

In spiaggia fate avanti e indietro tra l’acqua e il chioschetto, la vostra giornata estiva è fatta di tuffi, bibite ghiacciate e risate al bar. Se vi ritrovate in questa descrizione, il libro che potreste portare sotto l’ombrellone è Il mare dove non si tocca di Fabio Genovesi, romanzo di formazione moderno e fuori dagli schemi, capace di far ridere di gusto e commuovere nello spazio di poche righe.  Una lettura scorrevole e leggera, che scende giù come una gustosa acqua tonica: rinfrescante e limpida, con quella nota amara a renderla una bevanda un tantino più complessa di un’aranciata.

Numero due – Il raffinato

Aperitivi al tramonto, terrazze sul mare e musica ambient in diffusione – mai troppo alta, non siamo mica in discoteca. Se queste caratteristiche si confanno al vostro profilo, i vostri riferimenti culturali sono tutti morti tra Ottocento e Novecento e credete ancora in un valore chiamato cultura, ho il libro che potrebbe fare al caso vostro (oltre a dirvi che siete dei tremendi radical chic). Si chiama Gli intrusi. Scritto dal raffinatissimo e molto prolifico Georges Simenon (il padre del commissario Maigret, per intenderci) e pubblicato per la prima volta nel 1940, Gli intrusi è un giallo senza fronzoli che svela le modernità che le epoche passate possono celare e indaga la dimensione e la percezione dei suoi diversi tipi umani e delle differenze tra classi. Simenon sarà il vostro calice di vino ghiacciato: chic al punto giusto.

Numero tre – Il classico

L’ultimo consiglio è per chi fa di stessa spiaggia, stesso mare il suo motto, ma con un pizzico di coraggio in più. Se per voi l’estate ha il sapore di mille libri sotto l’ombrellone e del cornetto Algida, gelato che ha fatto la sua comparsa in Italia nel lontano 1959, il romanzo che fa per voi è uscito giusto qualche anno dopo. Era il 1967 e veniva pubblicato Cent’anni di solitudine. Non mi viene niente di meglio in mente (parlando di classici, s’intende) che passare l’estate girovagando per Macondo, attraversando quei cent’anni di storia furiosa, perdendosi tra i vari Aureliano e Arcadio. Lo so, me la rischio, e a ognuno di voi verrà in mente la faccia del professore di lettere mentre ve ne consigliava – o imponeva – la lettura. Dopo i momenti apocalittici appena vissuti, però, fatemi una promessa: non fate finire il mondo prima di leggere questo libro.

A voi la scelta, e buona lettura.


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