
Anche con un corpo diseguale, sono del tuo stesso pianeta
Ma perché devo (o devono) sempre definirmi? Non so neanche io bene chi sono. E, nella gara delle apparenze, vince sempre quel che appare per primo.
Ho capelli poco folti e occhi grandi, quelli sì che sanno parlare meglio di me: non fanno complimenti!
Statura e corporatura? Niente di speciale… ma non saprei dire, mi è capitato un corpo diseguale che, dopo ogni notte insonne, viene faticosamente adagiato su una sedia a rotelle.
Ma parlami, ti rispondo, anche se, quando ci metto troppo entusiasmo, il fiato diventa subito corto. Sono sicura: ci siamo incontrati qualche volta per strada e tu, senza alcun motivo, mi hai detto: “Come sei bella e brava”. Oppure, hai distolto gli occhi perché non sapevi dove guardare. Avevi portato con te convinzioni, ma hai preferito tacere.
Sono del tuo stesso pianeta e sono felice, per me è importante. Mi sento me stessa solo a “camminare” con l’altra gente. Poi, per l’amarezza, c’è sempre un’altra giornata.
Sei tornato dalla passeggiata? Hai preso la margherita, te ne sei ricordato! Anche lei adesso vola più leggera dopo che a qualcuno l’amore ha sussurrato.



























