Natale di pace, in clima di guerra,
Al giorno festoso s’appresta la Terra:
Fatidico giorno pel misero inerme
Più senza un buon tetto, col freddo che fa?

Natale di luci, di stelle filanti
Di tanti Pastori, di miseri fanti
Che scesero in guerra con gambe malferme
Non fu la cometa che lì li guido’.

Pei bimbi di Gaza coi vecchi malati
La stanca Ucraina senza soldati
Un triste Natale fin nelle caserme:
Brande già vuote dove nasce Gesù.

E il nuovo Natale, ancor pieno di frodi?
Canaglie in attesa in un mondo d’Erodi?
Di fragili intese qual unico germe
Che giusta, vera pace, giammai trattò?

Ritorna gioioso dai cieli stellati
Il Bimbo a sanare le beghe tra Stati
Recando la cura pel viscido verme:
L’ipocrisia innata nel cuore dell’uom.


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Salvatore Memeo è nato a San Ferdinando di Puglia nel 1938. Si è diplomato in ragioneria, ma non ha mai praticato la professione. Ha scritto articoli di attualità su diversi giornali, sia in Italia che in Germania. Come poeta ha scritto e pubblicato tre libri con Levante Editori: La Bolgia, Il vento e la spiga, L’epilogo. A due mani, con un sacerdote di Bisceglie, don Francesco Dell’Orco, ha scritto due volumi: 366 Giorni con il Venerabile don Pasquale Uva (ed. Rotas) e Per conoscere Gesù e crescere nel discepolato (ed. La Nuova Mezzina). Su questi due ultimi libri ha curato solo la parte della poesia. Come scrittore ha pronto per la stampa diversi scritti tra i quali, due libri di novelle: Con gli occhi del senno e Non sperando il meglio… È stato Chef e Ristoratore in diversi Stati europei. Attualmente è in pensione e vive a San Ferdinando di Puglia.