
La legge, in ogni caso, non è questione di lana caprina, la legge è la garanzia perchè una società civile funzioni. Deve valere per Lucano e anche per Salvini.
Caro Direttore,
la storia di Mimmo Lucano, il sindaco di Riace agli arresti domiciliari per aver forzato la legge, ha intanto un’evidenza. L’uomo, angelo per alcuni e diavolo per altri, non ha rubato un centesimo. Chi lo paragona a mafie e camorre è in malafede e fa propaganda razzista, perchè a costoro non interessa Lucano ma i “negri” da respingere in mare. Non entro nei cavilli e nella disputa fra Gip e Procura, anche se credo che l’arresto sia stato eccessivo. Il quadro è chiaro. L’uomo si era inventato un modello-Riace per ripopolare il borgo ormai moribondo, e aveva puntato sugli immigrati per raggiungere lo scopo. Poi, trasformandosi da sindaco in missionario, aveva deciso che dove la legge era di ostacolo al suo progetto umanitario, lui l’aggirava e lo dichiarava pure. Ma ripeto, non si era mai messo in tasca un centesimo, e questo lo dicono anche i giudici. Lucano si era fatto mito e ormai ci credeva al punto che salvare il borgo e salvare vite umane fosse una missione al di sopra della legge.
Il mio giudizio, per quello che vale, è il seguente: figura ammirevole per dedizione, il sindaco si era ingenuamente montato la testa. Il suo agire a fin di bene aveva passato il confine della legge. A lui pareva e pare giusto, in nome della solidarietà verso i disperati. Questa è la storia, a leggerla con onestà, e il processo non si discosterà molto da questo.
Ma Riace è diventato un caso per l’uso strumentale che ne ha fatto il ministro Salvini, il difensore della patria dai “negri”. Illividito dal cazzotto nei denti preso dall’ Europa, dai mercati e dallo spread, il nostro Truce ha puntato tutta la sua forza di fuoco contro il “criminale” Lucano e contro i Buonisti che esaltano il modello Riace, trovando anche il tempo di dare dell’ubruiaco a Junker, per spiegargli che dell’Europa Lui se ne frega. Ma il piatto forte è stato contro Mimmo Lucano, accusato di ogni reato possibile.
Ora Salvini se ne fregherà pure, ma lui è indagato per i fatti della Diciotti, con l’accusa di sequestro di persona e di molto altro. Cioè il ministro è peggio combinato di Lucano, assai peggio, ma dà lezioni di legalità al sindaco, come se lui fosse immacolato. La solita truffa. Lui dice che agisce in nome del popolo che lo ha eletto, ma modestamente anche Mimmo è eletto dal popolo. Allora? La verità è che Salvini pensa di essere al di sopra della legge, perchè lui ha il potere di cambiare le leggi, vedi il decreto sicurezza, una bruttura incostituzionale approvata con l’appoggio di Giggino Di Maio e dei suoi fedelissimi a cinque stelle, impegnati a cancellare la povertà, con i pani e i pesci del nuovo Vangelo.
Ci sarebbe da aggiungere una postilla. Mimmo Lucano ha trasgredito la legge per salvare uomini da morte sicura, Salvini l’ha trasgredita per lasciarli annegare, quegli uomini. Il sindaco ha deciso che la missione unanitaria fosse superiore alla legge, il ministro che la missione contro i “negri” fosse superiore alla legge. C’è un baratro fra le due trasgressioni. Io preferisco un uomo salvato a uno annegato, per mia cultura, e sono fazioso con chi pensa il contrario, perchè ritengo che chi pensa il contario sia fascista e razzista. Ma la legge, in ogni caso, non è questione di lana caprina, la legge è la garanzia perchè una società civile funzioni. Deve valere per Lucano e anche per Salvini.
Il resto è propaganda.



























Per tutti quelli che hanno a cuore gli immigrati,clandestini,dico solo di aprire le porte di casa e cominciare ad accoglierli.