Chiunque voglia partecipare alla raccolta, potrà consegnare i beni presso il Presidio “A. Quarto di Palo e Mons. G. Di Donna” entro il 26 marzo 2022

Il Presidio di Riabilitazione “A. Quarto di Palo e Mons. G. Di Donna” ha scelto di essere parte attiva negli aiuti umanitari necessari a sostenere la popolazione ucraina afflitta dalla guerra.

Dati allarmanti ed impietosi parlano di oltre 600mila rifugiati ucraini giunti in Polonia, numeri che hanno spinto il Presidio ad istituire un punto raccolta beni da destinare alla Comunità Trinitaria di Cracovia, angeli al servizio del prossimo, operatori de facto che prestano soccorso a vittime innocenti offrendo loro una sistemazione e del cibo.

Impegnandosi ad ospitare anche nel nostro Paese le donne, i bambini e gli uomini in fuga dalle barbarie colonialiste russe, i Padri Trinitari intendono elargire, concretamente, medicinali, prodotti igienici ed alimentari a tutti quelle persone private, senza alcun motivo, di una casa, di una famiglia, di una vita, di un presente che, invece, appare, d’improvviso, lacerato da bombe e macerie, un futuro che ammicca a morte e disperazione.

La mission dei Padri Trinitari resta l’accoglienza, il supporto, la spirituale e pragmatica opera di pace, perché il conflitto diventi possibilità di mediazione, occasione di accordo, testimonianza d’Amore.

Chiunque voglia partecipare alla raccolta, potrà consegnare i beni presso il Presidio “A. Quarto di Palo e Mons. G. Di Donna” entro il 26 marzo 2022.

Insieme si può e si deve, perché nessuno merita tutto ciò!

INFO: 0883/542811

www.trinitari.it

[email protected]


Articolo precedentePARTIGIANI DI PACE E LIBERTÀ
Articolo successivoSoggettività e mercato
Iscritto all'Ordine dei Giornalisti della Puglia, ho iniziato a raccontare avventure che abbattono le barriere della disabilità, muri che ci allontanano gli uni dagli altri, impedendoci di migrare verso un sogno profumato di accoglienza e umanità. Da Occidente ad Oriente, da Orban a Trump, prosa e poesia si uniscono in un messaggio di pace e, soprattutto, d'amore, quello che mi lega ai miei "25 lettori", alla mia famiglia, alla voglia di sentirmi libero pensatore in un mondo che non abbiamo scelto ma che tutti abbiamo il dovere di migliorare.