Anche l’estate 2022 sarà all’insegna del grande calcio giovanile. La Polisportiva Virtus Andria e l’F.C. Internazionale, infatti, hanno rinnovato la collaborazione per il progetto Inter Summer Camp. A parlarcene è il Presidente della Virtus, Marian Razvan Gecaleanu

Ciao, Marian. Quanta soddisfazione vi regala il prosieguo, per il secondo anno consecutivo, del progetto Inter Summer Camp?

Siamo molto soddisfatti che l’Inter abbia creduto in noi ancora una volta e ci abbia dato la possibilità di portare ad Andria per il secondo anno consecutivo questo fantastico progetto, siamo orgogliosi di far parte del mondo Inter e siamo felicissimi di avere con noi una persona come Raffaele Quaranta che  ci ha fatto conoscere ed aperto la strada per questa meravigliosa collaborazione con questa grande realtà che è l’Inter al livello giovanile. Raffaele è un responsabile tecnico che si sta impegnando giorno dopo giorno per la crescita di questa società, dei ragazzi, dei mister , quindi mi ritengo fortunato e ci riteniamo fortunati di poter lavorare con un vero professionista.

A quale fascia d’età è rivolta questa iniziativa?

L’iniziativa è rivolta ai bambini dai 6/14 anni e, come l’anno scorso, credo che ci saranno molti iscritti anche da fuori Andria .

A che livello è il calcio giovanile andriese?

Il calcio giovanile, come dicevo prima, per noi è semplicemente passione e professionalità. Offriamo ai ragazzi un servizio con professionisti guidati da Raffaele Quaranta, non solo ex bandiera del calcio andriese, ma anche allenatore UEFA A. Il mio sogno è portare questi ragazzini nella prima squadra della Città. Per il momento dico che tutti dobbiamo lavorare tanto e mettere a disposizione dei bambini allenatori e istruttori qualificati, solo così possiamo crescere .

Dalle guerre alla pandemia, che importanza hanno il sogno e la sana ambizione nella vita di un piccolo atleta?

Da due anni a questa parte viviamo una situazione difficile tra chiusure e aperture, adesso la ciliegina sulla torta è la guerra. Però non dobbiamo mai perdere la speranza di trasmettere ai nostri piccoli atleti i valori umani coi quali molti di noi sono cresciuti, quei sani principi indispensabili per trasformare in realtà il sogno di diventare calciatori professionisti. Faccio mia una frase che, purtroppo, negli ultimi giorni, è stata diffusa da molto scuole calcio: “Sopra le teste dei bambini devono passare palloni , non bombe “.