I danni neurologi causati da una meningite contrastati da un intervento innovativo effettuato dall’equipe di Otorinolaringoiatria del nosocomio universitario barese

Ormai da molti anni la tecnologia sta influenzando sempre più la vita dell’essere umano, in tutti i suoi ambiti. Il connubio medicina-tecnologia, ad esempio, ha decisamente rivoluzionato l’ambito sanitario. Un esempio è l’intervento tenutosi al Policlinico di Bari lo scorso 11 maggio. Grazie a tale intervento l’equipe di Otorinolaringoiatria ha permesso ad un bambino di 10 mesi di recuperare l’udito, perduto a causa di una infezione da meningite: così il bambino potrà sviluppare il linguaggio. A seguito dell’infezione, in precedenza, il bambino era stato ricoverato nell’ospedale pediatrico Giovanni XXIII del capoluogo regionale. Dopo la sua guarigione, i medici attestarono i danni neurologici dovuti alla meningite: il bambino era divenuto sordo e aveva perso lo sviluppo del linguaggio. Non tenendo conto delle linee guida, che consigliano l’intervento sulla coclea in pazienti di età superiore a un anno e con peso maggiore di 8 chili, l’equipe di Otorinolaringoiatria diretta dal professor Nicola Quaranta, ha optato per l’intervento sul bambino, di dieci mesi e 7,5 chili di peso, al fine di evitare l’ossificazione della coclea, causa dell’annullamento delle possibilità di porre rimedio a tale situazione. In sostanza il piccolo sarebbe stato per sempre soggetto alla sordità ed al mutismo. L’intervento, un’operazione per l’impianto cocleare bilaterale, è stato portato a termine con successo: il piccolo potrà riacquisire l’udito grazie a un impianto con 22 elettrodi che hanno il compito di stimolare le fibre del nervo acustico e far pervenire lo stimolo sonoro a una protesi esterna provvista di microfono, attivata successivamente alla cicatrizzazione. Il prof Quaranta ha tenuto a dichiarare: “Abbiamo deciso di intervenire subito, nonostante le difficoltà legate al peso e all’età perché c’era il grosso rischio che, con il passare del tempo e l’ossificazione delle coclee, il bambino sarebbe rimasto sordo. E, a dieci mesi, questo avrebbe significato anche che il piccolo non avrebbe potuto sviluppare il linguaggio. In passato tutti questi casi erano condannati al sordomutismo; adesso, invece, grazie alla tecnologia e alle innovative capacità chirurgiche possiamo intervenire precocemente per assicurare uno sviluppo cognitivo regolare del bambino e prevenire le complicanze. Il piccolo grazie all’impianto cocleare potrà crescere nel mondo dei suoni e iniziare a sviluppare il linguaggio”.

In tal modo la Puglia si distingue ancora una volta in ambito sanitario, facendo registrare un importante progresso clinico dai molteplici punti di vista.


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Francesco Maria Cassano
Nato a Bari nel 2003, vive e frequenta il Liceo Scientifico “Leonardo da Vinci” a Bisceglie. Si definisce un amante delle materie scientifiche, pratica il calcio amatoriale e l’attività fisica e tifa per il Milan, per il quale nutre una autentica venerazione. Ama il mare e la campagna, il buon cibo e la vita all’aria aperta. Musicalmente preferisce ascoltare brani italiani, in special modo quelli di Ultimo e Tommaso Paradiso, ma ascolta anche brani stranieri, come quelli di Shawn Mendes e Bruno Mars. Non rinuncia mai ad una serata in compagnia di amici, specie se sono quelli con i quali è facile parlare di sport ma anche di altri piaceri come quelli de la bonne vie. Desidera viaggiare e visitare in particolare le città d’arte. Scrive per esternare le sue passioni.

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