Una donna che appartiene al mondo

Molti conoscono il metodo Montessori, spesso una banalizzazione delle idee di Maria Montessori, come ha evidenziato Maria Clotilde Pini, una delle sue allieve più autentiche. Il metodo Montessori sembra essere ridotto ad una specie di design commercializzato di suppellettili scolastiche, giocattoli, attrezzature, come se da questi oggetti potesse scaturire di per sé il risultato di un’educazione coerente con le idee della Montessori.

In realtà, man mano che gli studi progrediscono, appare sempre più evidente che Maria Montessori non appartiene ad un presunto “metodo”, bensì al mondo: la sua pedagogia è universale, transculturale, tanto è vero che i massimi riconoscimenti per la sua filosofia giunsero non dall’Italia, ma dall’India. In India Maria Montessori fu considerata un guru, un maestro. L’Italia sembra essere l’ostacolo che Maria Montessori fu costretta a superare per raggiungere la propria pienezza, il proprio definitivo valore.

Come spiega in un’intervista del 1947 il regime fascista nel 1934 chiuse tutte le scuole montessoriane. La Montessori rimase in Europa fino al 1939 e poi fu invitata in India dalla Società Teosofica. Lì rimase per sette anni. Nei primi cinque fu reclusa perché italiana e quindi nemica dell’india, alleata del Regno Unito. Ciononostante molti intellettuali indiani le fecero visita, perché la consideravano una guida spirituale.

Rabindranath Thakur, Mohandas Karamchand Gandhi e tanti altri intellettuali indiani ne riconobbero il valore. Al centro si pone l’idea del bambino come portatore di un messaggio cosmico, come l’inizio di un rinnovamento dell’umanità. Il bambino va ascoltato non solo perché ha una mente capace di osservare, ma perché ha “il potere di istruire se stesso”. Il mondo adulto deve ascoltare, imparare dai bambini: un vero capovolgimento di prospettiva.

C’è un altro aspetto da considerare attentamente: l’India seppe riconoscere il valore di una donna, seppe considerare una donna come un guru, dimostrando un’apertura mentale nettamente superiore a quella dimostrata dall’Italia.

Un altro aspetto rilevante è che in India matura pienamente il contributo di Mario Montessori, figlio di Maria Montessori: per chi ne conosce la vicenda biografica non sarà difficile comprendere quanto sia stata una vicenda di liberazione.

Forse nessuno come Maria Montessori testimonia l’importanza dell’interculturalità, testimonia   quanto l’incontro fra culture diverse, religioni diverse, sia come la pietra focaia.


FontePhotocredits: https://picryl.com/media/maria-montessori-in-amsterdam-60cc7b
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Sono nato a Barletta nel 1956; ho insegnato Lettere per 23 anni e sono stato dirigente scolastico dal 2007 al 2023. Mi sono dedicato allo studio di vari aspetti della storia locale e sono membro della Società di storia patria per la Puglia; ho censito, trascritto e tradotto le epigrafi di Barletta. Per i tipi della Rotas ho pubblicato il romanzo-saggio “Ricognizioni al giro di boa”. Da molti anni mi interesso di religioni (specialmente il Buddhismo Mahayana) e di dialogo interreligioso. Ho avuto la fortuna di avere tre figli e ora di essere anche nonno! Da settembre 2023 sono in pensione: si dice tecnicamente "in quiescenza" ma è un po' difficile fermarsi. Gioco a tennis, mi piace molto viaggiare e credo molto nel lifelong learning. Sono stato cooptato in Odysseo da Paolo Farina :) e gli sono grato per avermi offerto uno spazio per parlare di scuola (e non solo) fuori dall’ambito formale/ istituzionale.

2 COMMENTI

  1. Come si si il dire “Nessun profeta è ben accetto nella sua Patria”. L’Iralia ha dovuto ricredersi nei confronti della grande Pedagogista Maria Montessori. Nell’ attuale società sembra che i bambini abbiamo perso valore e considerazione, gli adulti, invece, avrebbero tanto da imparare dai bambini. Dobbiamo imparare ad essere piccoli se vogliamo diventare grandi.

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